Acqua minerale all’aperto: per la legge è reato anche se la sostanza alimentare non ha subito alterazioni – modulistica

 

  • autore Cav Mario RICCA

Siamo in estate,vi è caldo, vi è il sole che fa bene alla salute ma non l’acqua nelle cd bottiglie di plastica, poiché se si scaldano diventano pericolose per la salute.

Quante volte è capitato o capita in servizio e non, di notare ammassate fuori dei centri commerciali, con grande disinvoltura, senza alcuna copertura adeguata, confezioni di bottiglie di plastica contenente acqua minerale, sia gassata che naturale, di varie marche, pronte a essere vendute a clienti.

Sappiate che se lasciate in luoghi caldi o esposte a temperature elevate, o allo smog, oltre che sono nocive per la salute pubblica è anche reato penale, per violazione della normativa in materia di tenuta e conservazione dei generi alimentari, in quanto merce destinata alla vendita in cattivo stato di conservazione, (Art. 5 lett.b. della legge 30 aprile 1962 n. 283 ),infatti la legge lo considera anche un reato di pericolo.

Ma vediamo cosa dice la legge.

Come detto sopra, la Sanità,attraverso la scienza, ha riferito e provato che la plastica contenente l’acqua esposta al sole rilascia sostanze molto dannose per la salute, infatti se notate le bottiglie quando sono lasciate all’aperto a prolungate esposizione dei raggi solari sono piene di bolle d’aria, questo perché come anzidetto il pet rilascia additivi e sostanze che alterano le caratteristiche dell’acqua.

Inoltre, come riferito da Cass., Sez. III, sent. n. 9229 del 13/10/1997, la norma non richiede che la sostanza alimentare sia pericolosa, infatti perchè ricorra il cattivo stato di conservazione è sufficiente che nelle modalità di conservazione del prodotto (sistemi di confezionamento, luogo di conservazione, esposizione all’aria o al sole, stivaggio, trasporto, ecc.) non sono osservate le precauzioni igienico – sanitarie dirette ad evitare che il prodotto stesso possa subire un’alterazione che ne comprometta la genuinità o la commestibilità, precauzioni che possono essere prescritte da leggi o regolamenti o che possono trovare la loro fonte in regole di comune esperienza.

Inoltre, voglio ricordare che vi è  il  D.M. 20 gennaio 1927 in ordine alla conservazione dell’acqua minerale, norma tuttora in vigore perché non abrogata ove all’art.47 sancisce che:

l’acqua minerale, specialmente se conservata in bottiglie, deve essere tenuta al riparo della viva luce e da sorgenti di calore.

Pertanto, l’acqua minerale dunque, se destinata alla vendita, deve stare all’ ombra e lontano da fonti dirette di calore, per evitare che subisca “modificazioni nella sua composizione naturale”.

 

Si riportano alcune sentenze che possono essere di aiuto:

 

Giurisprudenza

 

Conservazione di bottiglie di acqua al sole integra reato ex L.283/1962

Cassazione penale, sez. III, sentenza 24/04/2002 n° 15491

La fattispecie dell’art. 5 lett. b) della legge n. 283 del 1962 integra un reato di pericolo che completa, quale norma di tutela anticipata e di chiusura, le diverse previsioni del medesimo art. 5 che sono riferite a ipotesi in atto di alterazione o degenerazione degli alimenti (In tal senso Corte di cassazione, SS.UU., sent. n. 1 del 4/1/1996. Cfr. anche parz. difforme Cass., Sez. III, sent. n. 1505 del 9/2/1998).

Accanto alla tutela anticipata della qualità dell’alimento, l’art. 5 punisce le violazioni del diritto dei consumatori all’affidamento ed alla tranquillità nei confronti del rischio di alterazione degli alimenti: nei casi di cattiva conservazione dell’alimento, e indipendentemente dall’avvenuta alterazione del prodotto, tale interesse risulterebbe oggetto non di mero pericolo, ma di vera e propria lesione diretta (Cfr. Sez. Un., sent. n. 442/2002).

In materia di alimenti, perché ricorra il cattivo stato di conservazione- elemento costitutivo del reato contravvenzionale di cui all’art. 5 della legge 30 aprile 1962 n. 283 – non occorre che la sostanza alimentare risulti alterata. È sufficiente che nelle modalità di conservazione del prodotto (sistemi di confezionamento, luogo di conservazione, esposizione all’aria o al sole, stivaggio, trasporto, etc.) non vengano osservate le precauzioni igienico-sanitarie dirette ad evitare che il prodotto stesso possa subire una alterazione che ne comprometta la genuinità o commestibilità, precauzioni che possono essere prescritte da leggi o regolamenti o che possono trovare la loro fonte in regole di comune esperienza; ne consegue che l’inosservanza delle speciali precauzioni dettate dall’art. 47 d.m. 20 gennaio 1927 in ordine alla conservazione dell’acqua minerale – norma tuttora in vigore perché non abrogata, né espressamente né implicitamente, dal decreto legislativo 25 gennaio 1992 n. 105 o dal d.m. 12 novembre 1992 n. 542 – determina la sussistenza del suddetto reato. Nella fattispecie, è stato ritenuto configurabile il reato in questione in relazione alla detenzione, per la vendita, di bottiglie di acqua minerale depositate in luogo esposto al sole. (Sez. 3 Sent. 09229 del 13/10/97)

 

Tenere le bottiglie di acqua minerale – destinate alla vendita – esposte alla luce del sole è reato punito con multe salate anche nel caso in cui le analisi organolettiche dimostrino che la qualità dell’acqua non è stata alterata dai raggi solari.

( sentenza nr.19642/03 depositata il 28.4.2003 Cass. Sez.III).

 

Si allega modulistica:

Verbale di sequestro;

Verbale di Elezione di domicilio;

Verbale di distruzione della merce

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 TIMBRO COMANDO
 

 

OGGETTO: Verbale di sequestro art. 354/2 C.P.P.

relativo a: Merce alimentare consistente in nr.___________confezioni di acqua minerale

o gassata  o naturale

in pregiudizio di:

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

Identificato mediante:_______________________________________________________

________________________________________________________________________

Per violazione:

dell’art. 5 c. 1 lett. b) della Legge 30.04.1962 n. 283   –  Cattivo stato di conservazione di alimenti destinati al consumatore, in quanto detentore di merce destinata alla vendita in cattivo stato di conservazione, in particolare per aver depositato “in luogo esposto al sole” bottiglie di acqua minerale destinate alla vendita.

 

Il ______________ alle ore ________ in______________________________________________________

I sottoscritti:_____________________________________________________________________________

in servizio presso il Comando in intestazione, a seguito di accertamenti diretti, eseguiti sull’ipotesi di reato di cui  art. 5 c. 1 lett. B) della Legge 30.04.1962 n. 283, dalle quali è risultato che il nominato in epigrafe, titolare

dell’omonima impresa individuale con sede in ___________________________________________

denominata______________________________________________________________________

della società:_____________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

o per gestire un negozio in sede fissa;

o per gestire un commercio su aree pubbliche;

vendeva per la distribuzione al dettaglio, prodotti alimentari prevalentemente acqua minerale, in cattivo stato di conservazione.

Dalle verifiche effettuate, è emerso che, predetti alimenti, erano esposti all’aperto al sole:

o fuori al negozio;

o sull’attiguo marciapiede;

o direttamente sulla strada;

o direttamente sulla piazza;

senza protezione agli agenti atmosferici e all’inquinamento ambientale in prevalenza smog di autoveicoli, dovuti all’alta densità del traffico veicolare della strada:___________________________________________

Il valore commerciale delle cose sequestrate è di circa euro ______________________________________

A seguito di quanto esposto, stante il pericolo che la libera disponibilità delle predette cose possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso nonché agevolare la commissione di altri reati al fine soprattutto di salvaguardare la salute dei consumatori e, non potendo attendere, per motivi di urgenza, l’intervento del P.M.,  della Procura della Repubblica di ____________________________________ hanno proceduto al sequestro, ai sensi dell’art. 354/2 C.P.P. delle cose di seguito elencate:

 

COSE SEQUESTRATE

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca__________________________;

Sullo stato attuale delle cose sono stati eseguiti i rilievi fotografici di cui all’allegato fascicolo.

L’atto si è reso necessario:

in quanto il P.M. competente della Procura della Repubblica di ____________________, è impossibilitato ad intervenire tempestivamente sul posto e non avendo ancora assunto la direzione delle indagini, e sussiste il pericolo di alterazione, dispersione o modificazione delle cose, tracce o luoghi del reato in quanto gli alimenti sequestrati potevano essere venduti e danneggiare la salute dei consumatori.

 

FACOLTA’ DI FARSI ASSISTERE art. 356 C.P.P.

 

L’indagato, espressamente interpellato, ha dichiarato:

o di parlare e leggere la lingua italiana;

o di comprendere/parlare/leggere la seguente lingua ________________________________________.

Danno atto che, prima di dare inizio alle operazioni, ai sensi dell’art. 356 C.P.P., hanno reso edotto il Sig. __________________________________________________________ in oggetto meglio identificato, della facoltà riconosciutagli di farsi rappresentare o assistere dal difensore o da persona di fiducia, purché prontamente reperibile e idonea ad essere testimone ad atti del procedimento.

Questi:

o ha rinunziato a tale facoltà;

o si è fatto rappresentare o assistere dal difensore avv. ______________________________________

________________________________________________________________________________

o si è fatto assistere  dal Sig. ___________________________________________________________

_________________________________________________________________________________

 

CUSTODIA DELLE COSE SEQUESTRATE

Le cose sequestrate sono:

o   state affidate in custodia al sig. ______________________________________________________

che lo custodirà in_________________________________________________________________

a disposizione della competente A.G. in attesa dell’autorizzazione alla distruzione.

Il custode viene avvertito dell’obbligo di conservare le cose nello stesso stato d’uso accertato al momento della consegna e di presentarle ad ogni richiesta dell’autorità giudiziaria competente; lo stesso custode viene edotto circa il divieto di rimuoverle dal luogo ove sono custodite, salvo nei casi consentiti dalla legge e per motivate ragioni, informandolo nel contempo delle sanzioni previste dagli articoli 334 e 335 C.P. a carico di chi trasgredisce ai doveri della custodia.

 

o   Sono state immediatamente distrutte poiché trattasi di merce deperibile, come da separato verbale.

Della distruzione sarà dato immediatamente avviso alla Procura presso il Tribunale di____________

 

Il Sig. _________________________________________spontaneamente dichiara:

______________________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________________

 

 

CHIUSURA DEL VERBALE

Di quanto sopra è stato redatto il presente verbale in in più copie di cui una viene consegnata al Sig. _________________________________________________________, a norma dell’art. 355 del C.P.P., una viene trasmessa immediatamente al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di _____________________________ per la convalida e l’altra conservata agli atti di quest’ufficio.

Riletto, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra.

 

 

 

LA PARTE I VERBALIZZANTI
______________________________ ______________________________
 

 

______________________________

 

IL DIFENSORE ( se intervenuto)  
_______________________________

 

IL CUSTODE
______________________________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TIMBRO COMANDO

 

OGGETTO Verbale di identificazione di persona, invito a dichiarare/eleggere il proprio domicilio,  nomina del difensore di fiducia, informazione sul diritto alla difesa (artt. 369 e 369 bis del C.P.P.) ed effettiva conoscenza del procedimento, redatto a carico di:

_________________________________________________________________________

_________________________________________________________________________

Identificato mediante:________________________________________________________

_________________________________________________________________________

 

L’anno________addì_____del mese di________________________in______________________________

__________________________________________________________________________alle ore______

I sottoscritti:_____________________________________________________________________________

Appartenenti al comando di cui in intestazione, con il presente danno atto a chi di dovere che è qui presente la persona nei cui confronti vengono svolte le indagini.

 

RAPPRESENTAZIONE DEL FATTO

 

L’interessato, viene formalmente reso edotto  che nei suoi confronti si sta procedente in ordine al seguente reato –  dell’art. 5 c. 1 lett. b) della Legge 30.04.1962 n. 283   –  Cattivo stato di conservazione di alimenti destinati al consumatore, in quanto detentore di merce destinata alla vendita in cattivo stato di conservazione, in particolare per aver depositato “in luogo esposto al sole” bottiglie di acqua minerale destinate alla vendita.  commesso in data____________________alle ore_______in______

______________________________________________________________________________________

in quanto, sussiste una situazione di particolare necessità ed urgenza, per la tutela preventiva del consumatore, relativa alla distribuzione per il consumo di sostanze alimentari consistenti in frutta e verdura, precedentemente esposte ai gas di scarico e ai fumi, che in città/paese si manifestano inevitabilmente con il formarsi del traffico, posta in essere dal sig.___________________________________________________,

in oggetto meglio indicato.

In relazione a quanto sommariamente enunciato, si procede a:

 

IDENTIFICAZIONE DI PERSONA (art. 349 C.P.P.)

 

L’indagato, espressamente interpellato, ha dichiarato:

di parlare e leggere la lingua italiana;

di comprendere/parlare/leggere la seguente lingua:_______________________________________

Ai sensi dell’ art. 66 comma 1° viene invitato a declinare le proprie generalità e quant’altro potesse servire ad identificarlo, previo avvertimento alle quali si espone chi si rifiuta di darle, o le da false, l’indagato dichiara di chiamarsi:

____________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

 

ELEZIONE DI DOMICILIO PER LE NOTIFICAZIONI (art. 161 e 157 C.P.P.)

 

La parte, invitata a dichiarare o eleggere domicilio, ai sensi dell’art. 161 C.P.P. nel territorio dello Stato, per le notificazioni, ha,:

o dichiarato il domicilio in:______________________________________________________________

o ha eletto domicilio presso lo studio dell’avvocato di seguito indicato

o ha rifiutato.

Si dà atto altresì che è stato reso edotto:

– Dell’obbligo di comunicare all’A.G. procedente ogni mutamento di domicilio dichiarato od eletto, nelle forme indicate dall’art. 162 C.P.P. (dichiarazione raccolta a verbale, telegramma, lettera raccomandata con sottoscrizione autenticata da Notaio o da una persona autorizzata, dal difensore, dichiarazione raccolta a verbale nella Cancelleria del Giudice competente per materia);

– Che in caso di mancanza, insufficienza o inidoneità della dichiarazione o dell’elezione, le successive notificazioni saranno eseguite nel luogo in cui l’atto è stato notificato, ovvero, se ciò dovesse divenire impossibile, mediante consegna al difensore e il processo penale verrà celebrato in sua assenza (art. 161 C.P.P.);

– Che in caso di rifiuto di dichiarare od eleggere domicilio o in mancanza di comunicazione di mutamento del medesimo, le notificazioni saranno egualmente eseguite mediante consegna al difensore (art. 161 C.P.P.).

– Si avvisa infine che, laddove ricorrano i presupposti di legge e il reato lo consenta l’indagato ha facoltà di essere ammesso alla prova, ai sensi dell’art. 168 bis C.P., con conseguente estinzione del reato in caso di esito positivo della prova.

NOMINA DIFENSORE DI FIDUCIA (art. 96 c. 1 C.P.P.)

 

La persona sottoposta ad indagini preliminari, indicata in epigrafe, ai sensi dell’art. 96 1° co C.P.P., richiestone,

o dichiara di nominare quale difensore di fiducia:____________________________________________

_________________________________________________________________________________

oNon avendo, l’indagato nominato il difensore di fiducia, si comunica che previa designazione dell’Ufficio Centralizzato presso l’Ordine Forense di________________________________________  tel.________________________ è stato assegnato con richiesta nr.____________________, fin da questo momento il seguente difensore d’Ufficio, l’avv.________________________________________

___________________________________________________________________________________

 

La persona indagata viene avvisata che:

 

nel processo penale è obbligatorio il ricorso alla difesa tecnica;

al difensore competono le facoltà e i diritti che la legge riconosce all’indagato, a meno che essi siano riservati personalmente a quest’ultimo.

ha comunque facoltà di: 1) nominare fino a due difensori di fiducia (art.96 c.p.p.); 2) presentare memorie e richieste scritte al Pubblico Ministero; 3) produrre documenti; 4) avvalersi delle indagini difensive; 5) depositare documentazione relativa alle investigazioni del difensore;  6) chiedere al Pubblico Ministero il compimento di atti di indagine; 7 presentarsi per rilasciare dichiarazioni; 8) chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

ha, l’obbligo di retribuire il difensore d’ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al patrocinio gratuito a spese dello Stato, con l’avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata.

ai sensi ed agli effetti di cui all’art. 3 Legge 30.07.1990, n. 217 e successive modificazioni ed integrazioni, la P.G. informa che è assicurato il patrocinio a spese dello Stato nel procedimento penale per la difesa del cittadino non abbiente imputato, persona offesa dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato  per la pena pecuniaria. Può essere ammesso al patrocinio predetto chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a 11.369,24  Euro (L’importo è aggiornato periodicamente a norma dell’art. 77 D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115).

Se l’interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia ivi compreso l’istante.

In caso, i limiti sono elevati a 1.032,00 Euro per ognuno dei familiari conviventi con l’interessato. Ai fini della determinazione dei limiti di reddito si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall’IRPEF o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ovvero ad imposta sostitutiva. Si tiene conto del solo reddito personale nei procedimenti in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi. L’istanza per ottenere il patrocinio indirizzata al P.M. o al Giudice per le Indagini Preliminari competente, redatta su carta semplice, deve essere corredata da prescritta documentazione. L’ammissione al beneficio se non revocata comporta la gratuità del giudizio nei termini indicati dalla legge medesima.

nell’ordinamento italiano alla persona sottoposta ad indagini gode di vari diritti riconosciuti dal codice di procedura penale e di cui può essere presa conoscenza diretta con la consultazione dello stesso codice oppure rivolgendosi al difensore.

 

Di quanto sopra è stato redatto il presente verbale in triplice copia di cui una trasmessa al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di ________________________________, una consegnata all’indagato e l’altra conservata agli atti di quest’ufficio.

 

Letto, confermato e sottoscritto.

 

 

L’INDAGATO I VERBALIZZANTI

 

________________________________________                   ______________________________

 

______________________________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     TIMBRO COMANDO

 

VERBALE DI DISTRUZIONE DI PRODOTTI ALIMENTARI

 

L’anno_______addì______del mese di_____________________in_________________________

_________________________________________________________________alle ore_______

I sottoscritti:_____________________________________________________________________

Appartenenti al comando di cui in intestazione, con il presente, danno atto a chi di dovere, che a seguito di sequestro di prodotti alimentari consistente in:

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale  gassata  o naturale  di marca____________;

operato in danno di:

  • ____________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

avvenuto in:______________________________________________________________

presso:__________________________________________________________________

od’iniziativa;

ocome ordinato dal Sostituto Procuratore della Repubblica di_____________________________

nella persona del dott.______________________________________________;

alla presenza di:

__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Identificato mediante:_____________________________________________________________

In qualità di:_____________________________________________________________________

Hanno proceduto alla DISTRUZIONE della merce meglio elencata nel verbale di sequestro operato al sig.____________________________________________, sopra meglio generalizzato.

 

MOTIVO DELLA DISTRUZIONE

 

merce non più idonea,  Art. 5 c. 1 lett. b) Legge 30.04.1962 n. 283 (Cattivo stato di conservazione di alimenti destinati al consumatore).

 

MODALITA’ DI DISTRUZIONE

 

Le merce viene distrutta mediante conferimento con differenziazione a ditta abilitata alla raccolta dei rifiuti.

 

Fatto letto confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra.———————————————-

 

          La Parte Intervenuta                                                              I Verbalizzanti

 

_______________________________                                ______________________________

 

_____________________________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

     TIMBRO COMANDO

 

Nr._________/_______d prot.llo                                                _________,li____________

 

 

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA C/O

______________________

 

NOTIZIA DI REATO

 

ATTI URGENTI OPERATI:

 

Verbale di sequestro sottoposto a convalida

 

INDAGATO:

 

__________________________________________________

__________________________________________________

Identificato mediante:_________________________________

___________________________________________________________

IPOTESI DI REATO:

 

Art. 5 c. 1 lett. b) Legge 30.04.1962 n. 283.

Cattivo stato di conservazione di alimenti destinati al consumatore, in quanto detentore di merce destinata alla vendita in cattivo stato di conservazione, in particolare per aver depositato “in luogo esposto al sole” bottiglie di acqua minerale destinate alla vendita.

LUOGO E DATA DEL  FATTO:

 

__________________________________________________

______________________________________________________

PARTI OFFESE DAL REATO:

 

Lo Stato
LEGALE DI FIDUCIA: __________________________________________________

__________________________________________________

PERSONE IN GRADO DI RIFERIRE ____________________________________________________________________________________________________
VERBALIZZANTI:

 

__________________________________________________

__________________________________________________

 

T E S T O

 

In data_______________, alle ore________, in_____________________________

la pattuglia composta dai verbalizzanti, d’iniziativa e al fine di salvaguardare la salute dei consumatori dalla vendita al dettaglio di prodotti alimentari tenuti in cattivo stato di conservazione, si recavano in________________________________________________

presso centro commerciale denominato:________________________________________

dove accertavano la presenza   del sig._________________________________________

sopra meglio generalizzato.

Da un accertamento diretto sul posto, si è accertato la cattiva conservazione di alimenti consistenti in:

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

in vendita al dettaglio destinati al consumatore finale, poiché i prodotti alimentari erano posizionati, fuori dal negozio, sull’attiguo marciapiede, senza alcuna protezione, esposti ai raggi del sole ed agli agenti atmosferici soprattutto lo smog dei veicoli in transito sulla strada via_______________________________________________, la quale è distante dal marciapiede circa_____________.

Inoltre,  vi era il pericolo di:

contaminazione con le sostanze tossiche rilasciate dalla plastica, sottoposta a stress termico dovuta all’esposizione dei raggi solari.

E che non erano state osservate le precauzioni igienico-sanitarie dirette a evitare che il prodotto possa subire un’alterazione che ne comprometta la genuinità o commestibilità.

I prodotti in questione:

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

Nr. ____confezioni di 6 di acqua minerale o gassata  o naturale  di marca____________;

per un valore di circa €.___________ , venivano sottoposti a sequestro con atto a parte.

Inoltre, giova ricordare che vi è  il  D.M. 20 gennaio 1927 in ordine alla conservazione dell’acqua minerale, norma tuttora in vigore perché non abrogata né espressamente né implicitamente, dal decreto legislativo 25 gennaio 1992 n. 105 o dal d.m. 12 novembre 1992 n. 542 – determina la sussistenza del suddetto reato. Nella fattispecie, è stato ritenuto configurabile il reato in questione in relazione alla detenzione, per la vendita, di bottiglie di acqua minerale depositate in luogo esposto al sole. (Sez. 3 Sent. 09229 del 13/10/97) ove all’art.47 sancisce che:

l’acqua minerale, specialmente se conservata in bottiglie, deve essere tenuta al riparo della viva luce e da sorgenti di calore.

 

Si da atto  che dopo operato il sequestro, come disposto dal dott._______________

della Procura della Repubblica presso il Tribunale di___________________________, avvertito telefonicamente, venivano distrutti presso il centro di raccolta rifiuti del Comune di_________________________.

Sulla scorta di quanto sopra esposto, e da consolidata giurisprudenza, si procedeva a deferire a codesta A.G. il sig. __________________________________________, proprietario e gestore del negozio,  per il reato di cui all’ art. 5 c. 1 lett. b) Legge 30.04.1962 n. 283.

 

Si allega:

Verbale di accertamento sui luoghi:

Verbale di sequestro;

Verbale di distruzione di prodotti alimentari;

Verbale di elezione di domicilio e nomina del difensore;

Fascicolo Fotografico.

 

Informativa di reato a cura di:__________________________

 

 

IL COMANDANTE

 

______________________________