Confermato nel 2021 il premio ai Comuni per la lotta all’evasione ma la partecipazione resta bassa .

Fonte : quotidianoentilocali.ilsole24ore.com Tributi, bilanci e finanza locale

 

Confermato nel 2021 il premio ai Comuni per la lotta all’evasione ma la partecipazione resta bassa .

È confermato nella misura del 100 per cento delle somme riscosse il premio ai Comuni che partecipano al contrasto dell’evasione tributaria statale. L’ articolo 34 del decreto fiscale, in corso di conversione, estende infatti fino al 2021 l’attribuzione ai Comuni dell’incentivo previsto a titolo di compartecipazione all’attività di recupero dei tributi erariali. Il Dl 203/2005 aveva originariamente previsto il riconoscimento di una quota del 33 per cento delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a seguito delle attività poste in essere dai comuni. Quota poi innalzata al 50 per cento con il decreto legislativo sul federalismo fiscale e successivamente al 100 per cento mediante ulteriori interventi normativi. L’estensione operata dal decreto fiscale al 2021 è pertanto una buona notizia per i sindaci. Di certo però non sembra sufficiente, da sola, a risollevare un’attività in evidente crisi. Come testimoniano i decreti del ministero degli Interni con i quali si provvede annualmente alla ripartizione delle somme in favore degli enti locali, gli importi complessivamente distribuiti a livello nazionale non hanno mai superato il gettito ordinario Imu di un solo Comune di circa 100.000 abitanti. Negli ultimi tre anni si è poi assistito ad un progressivo indebolimento dell’azione di compartecipazione: per il 2015 il ministero ha erogato 17.063.609 euro, per poi passare a 13.319.929 per il 2016, 13.278.451 per il 2017 e 11.406.176 per il 2018. Inoltre poco più di 450/500 enti risultano attivi nel settore, su un totale di circa 8.000 Comuni. Ciò ha determinato un crescente disinteresse da parte degli enti, che hanno preferito concentrare le proprie risorse nell’attività di contrasto all’evasione dei tributi di diretta competenza piuttosto che impegnarsi su attività formative in materia di imposte erariali. Né maggior impulso pare essere stato generato dai vari protocolli di intesa sottoscritti tra le varie direzioni regionali o provinciali dell’agenzia delle Entrate e i singoli Comuni. Il tentativo di rianimare il settore potrebbe passare forse dalla rivisitazione delle regole tecnico-operative delle segnalazioni qualificate. Infatti i provvedimenti del direttore dell’agenzia delle Entrate 3 dicembre 2007 e 29 maggio 2012, con i quali sono stati definiti gli ambiti di intervento e che hanno costituito per vari anni una vera e propria guida operativa per i Comuni, necessitano di un significativo intervento di aggiornamento, che tenga conto delle novità normative e giurisprudenziali nel frattempo intervenute. In particolare occorrerebbe una più chiara definizione delle fattispecie accertabili inerenti all’ambito di collaborazione definito «urbanistica e territorio», che negli anni ha generato le migliori performance in termini di gettito recuperato a seguito di segnalazioni qualificate. Ulteriore aggiornamento andrebbe operato nel settore dei «beni indicativi di capacità contributiva» in relazione alla più recente normativa sull’accertamento induttivo dei redditi. Parrebbe infine utile valutare la sussistenza di nuovi ambiti di collaborazione tra il fisco nazionale e quello locale. In assenza di un corposo intervento in questo senso da parte delle Entrate, il mantenimento della misura piena del premio antievasione a favore dei Comuni potrebbe non essere sufficiente a invertire il trend calante degli ultimi anni.

Fonte : quotidianoentilocali.ilsole24ore.com Tributi, bilanci e finanza locale

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