SUAP E UFFICIO COMMERCIO: LA CORRETTA DISTINZIONE. (Leccisotti)

Ormai sono passati anni dalla obbligatorietà del SUAP telematico ma molti comuni fanno ancora confusione sulla sua configurazione.

L’essere formatore mi porta ad essere spesso in giro per l’Italia a vedere realtà di tutti i tipi e nello stesso tempo tocco con mano molte criticità ed errate visioni della macchina amministrativa da parte dei governanti.

Uno dei punti chiave da sfatare è che l’Ufficio Commercio, incardinato di solito nei Comandi di Polizia Locale, non va confuso con il SUAP. Spieghiamo il perché.

Il SUAP acronimo di SPORTELLO UNICO ATTIVITA’ PRODUTTIVE è un servizio a sé che fa da collettore a molti altri servizi del comune, tra cui l’ufficio commercio. In pratica è il servizio che fa da regia, nato come entità semplificatrice delle istanze degli operatori economici.

Tutte le istanze che vengono inviate al SUAP, scia, variazioni, subingressi, nuove attività, etc…vengono lavorate dal SUAP che le gestisce e le gira ai vari enti competenti nonché agli uffici comunali responsabili per le rispettive competenze.

E’ un servizio con atti a valenza esterna, cioè il Responsabile del SUAP, adotta degli atti in base alle risultanze ricevute dai vari uffici.

In pratica lo schema che ne deriva è il seguente:

flusso di funzionamento

Ciò per quanto riguarda gli uffici interni. Per quanto riguarda le competenze esterne, il SUAP, a seconda degli interessi in gioco, a seconda delle competenze esterne che il caso prevede, inoltra la pratica agli enti competenti che possono essere ASL, VVFF, MINISTERI, DOGANE, REGIONE e altri enti a cui sono deputati controlli, verifiche e nulla osta in materia.

Va di per sé che sono tutti meccanismi previsti dalla legge e non c’è la possibilità di interpretare varie composizioni sui generis da parte delle amministrazioni.

Ritornando agli errori più frequenti, quali confondere l’Ufficio Commercio al SUAP, è tecnicamente impossibile fondere i due servizi, l’uno incardinato negli uffici annonari delle Polizie Locali mentre il SUAP è uno sportello avulso da questo ufficio, anzi, funzionalmente è sovraordinato a questa struttura di polizia commerciale.

La sovrapposizione creerebbe uno squilibrio, a tratti illegittimo, della funzionalità dello sportello stesso.

Pensate all’esempio che, dopo un controllo annonario, si rilevi l’assenza della sorvegliabilità di un locale oppure il gestore ha precedenti per mafia: in un SUAP corretto, l’UC trasmette le risultanze al SUAP ed è quest’ultimo che adotta un provvedimento esterno di divieto di prosecuzione dell’attività. Nel caso UC e SUAP coincidessero, è impensabile che la stessa unità dica a se stessa cosa fare e nello stesso tempo adottare l’atto di divieto di prosecuzione attività. Verrebbe meno la terzietà dell’atto e di conseguenza potrebbe portare a conseguenze e contenzioso.

Si conclude dicendo che il SUAP non deve essere necessariamente un settore a sé, ma può essere un servizio, incardinato funzionalmente ad altro settore (ma non gerarchicamente) e che gode di un’autonomia operativa particolare, in quanto trattasi di uno speciale sportello o servizio, indispensabile per lo sviluppo e il controllo di attività produttive, facendo da regia per gli uffici comunali competenti e gli enti esterni che hanno titolo e competenza ad esprimersi sulle istanze degli operatori economici.

Luca Leccisotti




Esplosione a Catania: tre vittime, due sono vigili del fuoco

Altri due pompieri sono stati ricoverati. Uno è in gravi condizioni .

  gloriosi Vigili del Fuoco sono in lutto. 3 morti a Catania due sono Pompieri. Le condoglianze della Redazione marcopolo  alle famiglie delle vittime e ai colleghi.

 

Due vigili del fuoco morti e una terza persona trovata carbonizzata: è il primo bilancio dell’esplosione che si è verificata in una palazzina a Catania secondo quanto ha confermato anche il sindaco Enzo Bianco. Altri due pompieri sono ricoverati in gravi condizioni all’ospedale Garibaldi. Sono diventate maggiormente critiche nella notte le condizioni di salute di uno dei due, ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi, diretto dal dottore Sergio Pintaudi.

Rione in silenzio, Pm sequestra casa – Silenzio assordante. La gente passa e si fa il segno della croce, anche chi è in auto. Dei tavelloni di legno sono messi a mo’ di porta sugli ingressi di via Garibaldi e via Sacchero a Catania, nel piano terra dello stabile dove ieri sera c’è stata una violenta esplosione che ha provocato la morte dell’uomo, un 75enne, che viveva nella casa, e di due vigili del fuoco, e il ferimento grave di altri due pompieri. Sulle ‘tavole’ un foglio che ufficializza il sequestro di quella parte dell’immobile disposto dalla Procura di Catania che ha delegato le indagini alla squadra mobile della Questura. Durante la notte i vicini di casa sono potuti tornare nelle loro abitazioni, a conclusione dei lavori e dei sopralluoghi dei vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza e bonificato la zona.

Indagini di periti che saranno nominati dalla Procura cercheranno di capire l’esatta dinamica dell’esplosione al piano terra di una palazzina di via Garibaldi che ha provocato la morte dell’uomo che viveva in quella casa e di due vigili del fuoco e il ferimento grave di due loro colleghi. Al momento l’unica certezza è che l’esplosione è stata dall’interno verso l’esterno, come dimostra anche la porta d’ingresso che la deflagrazione ha fatto ‘volare’ per alcuni metri prima di ‘cadere’ su un’auto posteggiata. La squadra, con 5 uomini in servizio, era arrivata su segnalazione di una fuga di gas di un vicino, che ha poi avrebbe detto di avere visto un pompiere con una motosega in mano. Ma anche se l’avesse usata non è detto che le scintille abbiamo causato l’esplosione perché è stata dall’interno verso l’esterno. E’ più probabile che la causa sia da ricercare dentro la casa dopo la squadra mobile ha trovato e sequestrato tre bombole di gas Gpl. Nelle ricostruzioni possibili non si esclude neppure la tesi del suicidio, ma l’uomo potrebbe anche essere svenuto per un malore o per l’esalazione del gas che ha saturato l’ambiente comprimendo le parete e spingendo verso l’esterno. Sarà l’inchiesta della Procura di Catania, diretta da Carmelo Zuccaro, a fare chiarezza su dinamica ed eventuali responsabilità. Oggi potrebbero essere dati gli incarichi per l’autopsia sui tre corpi.

Pensionato disse ‘che campo a fare’ – Non si parla d’altro davanti al numero 325 di via Garibaldi, a Catania, dove ieri sera una esplosione ha provocato la morte di tre persone, due vigili del fuoco ed un 75enne, e il ferimento di altri due pompieri. L’esplosione si e verificata nella bottega dove abitava l’anziano che riparava biciclette. “Era una brava persona – afferma una pensionata che lo conosceva di vista – quando passavo di qui lo salutavo e lui rispondeva”. Davanti al luogo dell’esplosione un piccolo capannello di persone commenta l’accaduto parlando sia di un incidente dovuto ad una fuga di gas sia ad un intento suicida dell’anziano. “Ho sentito l’esplosione – dice un signore – ho pensato che si trattava di una una bombola di gas. Sono venuto subito qui a vedere ma non mi hanno fatto passare”. Di fronte c’è un laboratorio di tavola calda. Il titolare ieri e stato avvertito da una telefonata che c’era stata una esplosione davanti alla sua bottega: “sono corso subito qui a vedere – dice – ma fortunatamente non abbiamo avuto danni”. Davanti al negozio la gente parla e tra i presenti uno ricorda che “un ragazzo che si e’ fatto aggiustare la bici diceva che la vittima si lamentava perché era malato. Il dottore gli aveva dato 4 giorni di vita. Diceva ‘che campo a fare..”. Si parla anche dei vigili del fuoco, qualcuno dice che avrebbero usato una motosega che avrebbe provocato l’ esplosione. “Non è possibile”, replica un signore piccato perché, spiega, “loro sanno come intervenire in questi casi”.

Pompiere illeso, scena indimenticabile – “Ero vicino al nostro mezzo di trasporto, perché dovevo prendere degli attrezzi, quando ho sentito la violenta esplosione: non ho visto cosa è accaduto prima, ma dopo la scena à stata drammatica. Non la dimenticherò mai”. Così il pompiere rimasto illeso nell’esplosione del piano terra di una palazzina a Catania agli investigatori che lo hanno sentito. L’uomo, il quinto componente l’equipaggio che ha il ruolo di autista, è ancora sotto choc per l’accaduto.

da ansa.it




POLIZIA MUNICIPALE DI PISA Prima il sesso, poi il ricatto: arrestata la mamma dell’amante

La donna fermata dopo aver ricevuto i soldi dal commerciante che aveva una storia con la figlia. Indagine della polizia municipale a cui l’uomo, sposato, si era rivolto dopo le richieste di denaro. In tutto quattro indagati

Fonte : http://iltirreno.gelocal.it articolo di  Pietro Barghigiani

PISA. Lei è una ventenne cubana. Lui un commerciante del centro di 47 anni. Si conoscono e scoppia la passione. Sesso a volontà e incontri fugaci nell’ombra delle coppie clandestine. Almeno all’inizio. Poi la giovane caraibica cambia registro. Modifica la ragione sociale della storia e da amante focosa si trasforma in una scaltra bellezza che vuole spillare soldi all’italiano che si è invaghito di lei. E la formula adottata è la più rituale e nei primi tempi anche redditizia: «Dammi soldi, altrimenti dico tutto a tua moglie».

Estorsione aggravata. È in questo scenario che la polizia municipale, a cui l’uomo si era rivolto dopo mesi di pagamenti per un totale di almeno 8-9mila euro, ha arrestato con l’accusa di estorsione aggravata la mamma della giovane, una 45enne. Un arresto in flagranza di reato avvenuto pochi istanti dopo il passaggio di denaro dal negoziante alla madre della donna con cui aveva portato una relazione all’insaputa della moglie. Secondo l’accusa, l’inchiesta è del sostituto procuratore Giovanni Porpora, la mamma avrebbe ricevuto l’incarico di ricevere i soldi dalla figlia che in questi giorni si trova in Spagna.

L’indagine non è conclusa. Sono indagati per lo stesso reato in concorso oltre all’amante, anche il marito dell’arrestata, italiano, nonché padre della giovane e un amico di famiglia. La colpa degli uomini, secondo l’accusa, è quella di aver ottenuto su carte ricaricabili parte dei soldi che il ricattato avrebbe dovuto versare per silenziare la sua ex. La convalida dell’arresto. L’arrestata ieri mattina è stata accompagnata in Tribunale dal personale dei vigili urbani che ha seguito le indagini. Il gip Giulio Cesare Cipolletta ha convalidato l’arresto disposto dal magistrato di turno confermando la misura dei domiciliari per la donna.

Le banconote segnate. Stanco di pagare, il commerciante si è rivolto ai vigili urbani. Per la delicatezza del caso il fascicolo è passato alla sezione di polizia giudiziaria. L’uomo ha raccontato la sua disavventura iniziata con la debolezza della carne e finita nell’incubo di chi si ritrova vittima di un ricatto e non sa come uscirne senza far crollare affetti e finanze. In bilico non c’erano solo i soldi, ma la stabilità familiare messa rischio dalla divagazione sessuale del negoziante. Gli agenti escogitano uno stratagemma semplice e utile nella sua praticità. Alla richiesta di soldi da parte dell’amante, che stavolta delega la mamma a fare da corriere, il commerciante risponde senza indugio. Gli investigatori a quel punto gli consegnano circa 150 euro in banconote segnate. L’appuntamento viene fissato all’aperto, sabato mattina in centro. A distanza la scena viene vista dai vigili che assistono al passaggio di denaro. È un dettaglio importante, ma la prova decisiva arriva poco dopo. La donna viene fermata e le viene chiesto di mostrare le banconote che ha in tasca. Sono quelle segnate. Un’estorsione per conto terzi che si traduce in un arresto in flagranza.

L’inchiesta

non è chiusa. Al rientro dalla Spagna sarà sentita anche la giovane amante. E, per chiarire ruoli e responsabilità, dovranno dare spiegazioni anche il padre e l’amico di famiglia. Una piccola filiera del ricatto nell’ipotesi dell’accusa che ha fatto la sua prima mossa con l’arresto.

 




POLIZIA MUNICIPALE DI RAVENNA ed UNIONE DEI COMUNI DELLA ROMAGNA FAENTINA BILANCIO DELL’ATTIVITA’ 2017 , SEMPRE PIU’ MORTI SULLE STRADE.

Sempre più morti sulle strade: negli incidenti colpiti soprattutto ciclisti e pedoni

E’ quanto emerge dal bilancio dell’attività del 2017 della Polizia municipale dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina e della Polizia Municipale di Ravenna  (estratto da RAVENNATODAY.IT)  Fonte http://www.ravennatoday.it

Sempre più morti sulle strade: è quanto emerge dal bilancio dell’attività del 2017 della Polizia municipale dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina. Nel corso dell’anno, infatti, gli agenti sono intervenuti su 464 incidenti, dei quali 348 nell’Unione, che hanno visto ben undici automobilisti perdere la vita (anche se cinque di loro, in realtà, sono stati colpiti da un malore). Incidenti mortali in aumento, dunque, come è emerso anche dal bilancio della Municipale della provincia di Ravenna presentato qualche giorno fa, e spesso a esserne coinvolti sono gli “utenti deboli”: 103 sono stati gli incidenti che hanno coinvolto dei ciclisti, 35 quelli che hanno visto tra i feriti un pedone.

Per quanto riguarda le sanzioni, quelle più frequenti riguardano le auto in sosta vietata: circa 12mila veicoli di cui 4317 in città, quasi il doppio rispetto all’anno scorso, mentre i parcheggi abusivi negli stalli riservati agli invalidi hanno procurato ai “furbetti” 346 multe. Tante infrazioni anche relativamente al superamento dei limiti di velocità: 9716 casi di cui 5400 a Faenza, grazie anche al “lavoro” degli autovelox. Numerosi anche i passaggi delle auto con semaforo rosso: oltre 2000 in tutta l’Unione e 1330 a Faenza, il doppio rispetto al 2016. Gli automobilisti beccati senza cintura sono stati circa 200, mentre 70 sono quelli “pizzicati” con il cellulare al volante.

Per quanto riguarda la guida in stato d’ebbrezza, si registra invece un calo delle sanzioni con 145 verbali contro i 178 di due anni fa

Il bilancio della Municipale DI RAVENNA : controllo del territorio raddoppiato, aumentano gli incidenti mortali
Nel 2017 si registra un aumento dell’attività di controllo della circolazione stradale, con quasi 56mila veicoli controllati (+41%). Maggiori anche le ore destinate al controllo del territorio (165mila l’anno scorso contro le 83mila del 2016). Nel 2017, inoltre, hanno circolato sul territorio una media di 38 pattuglie al giorno. In aumento anche i controlli sui mezzi pesanti, che nell’anno appena terminato sono stati 630 contro i 546 dell’anno precedente.

Le patenti ritirate nella provincia di Ravenna nel 2017 sono state 492, mentre sono stati elevati 181mila verbali. Gli incidenti stradali rilevati dalla Municipale sono stati 1.946 e si registra un aumento in quelli mortali (31 nel 2017 contro i 23 nel 2016). Per quanto riguarda la guida in stato d’ebbrezza, si registra invece un calo delle sanzioni con 145 verbali contro i 178 di due anni fa.




DURC ON LINE: SCOPERTA CRITICITA’ OPERATIVA (Leccisotti)

Può sembrare un problema di poco conto, ma in realtà, se lo si studia approfonditamente, può rilevare grosse difficoltà operative nel quotidiano operare per i RUP.

Non ci sono problemi per quanto riguarda gli affidamenti diretti, in quanto il responsabile del procedimento, prima di adottare l’impegno di spesa a favore di un operatore economico richiede prioritariamente il DURC: se è positivo può concludere la procedura di affidamento; se è negativo può interrompere l’istruttoria. Se all’atto dell’affidamento risultava regolare, mentre nella fase della liquidazione, l’operatore economico dovesse risultare “non regolare” con gli aspetti contributivi, si attiva ex lege l’intervento sostitutivo dell’ente verso l’INPS o Inail (in pratica il comune versa alle casse dell’istituto previdenziale l’importo pendente in capo a quest’ultimo).

Il problema si pone in caso di gare o procedure negoziate. Perché? Analizziamo nel dettaglio la questione.

In caso di partecipazione ad una gara o procedura negoziata, per partecipare alla procedura, l’OE deve redigere un’autodichiarazione ai sensi dell’art. 80 D.lgs. 50/2016 ss.mm.ii (oppure redige il DGUE in caso di procedura over € 40.000,00) dove dichiara di essere in regola con i contributi fiscali e previdenziali.

Qui nascono i problemi:

Se ammettiamo l’OE in gara e facciamo i controlli solo sull’aggiudicatario durante la fase di proposta di aggiudicazione, la validità del durc “partirà esclusivamente” dalla data della richiesta, in quanto il sistema automatico di INPS e INAIL permettono unicamente questa chiamata (il vecchio sistema del rilascio del DURC on line permetteva la richiesta del documento di regolarità “alla data del” e quindi consentiva la richiesta di un durc retrodatato). Così facendo però, non potremo mai eseguire la verifica dell’autodichiarazione di regolarità contributiva che ha presentato la ditta per partecipare alla gara (l’INPS non rilascia a posteriori Durc a richiesta). Potrebbe pure essere che, in fase di partecipazione, l’OE abbia il DOL negativo e solo dopo lo abbia regolarizzato con il risultato finale che non avrebbe potuto partecipare alla procedura. Problema di non poco conto.

Se volessimo controllare l’operatore economico nella fase pre-apertura busta amministrativa, dovrà essere un’operazione che riguarda tutti i concorrenti in gara e potrebbe essere un aggravamento del procedimento sotto certi aspetti, nonché dobbiamo augurarci che le procedure di aggiudicazione e stipula del contratto terminino entro il periodo di validità di emissione del durc regolare, ottenuto in fase di legittimazione dell’operatore economico in gara.

Curioso è l’articolo 86 comma 1 del Codice Appalti che recita: “Le stazioni appaltanti possono chiedere i certificati, le dichiarazioni e gli altri mezzi di prova di cui al presente articolo e all’allegato XVII, come prova dell’assenza di motivi di esclusione di cui all’articolo 80 e del rispetto dei criteri di selezione di cui all’articolo 83”.

Continua al comma 2: “Le stazioni appaltanti accettano i seguenti documenti come prova sufficiente della non applicabilità all’operatore economico dei motivi di esclusione di cui all’articolo 80…omissis”

Dalla lettura combinata dei due commi “sembrerebbe autorizzare le SA a richiedere i DURC agli operatori economici (di questo parere è anche la giustizia amministrativa del TAR Sicilia con il parere n. 1063 del 19 ottobre 2016) ma il terzo periodo del comma 2 lettera b) dell’art. 86 D.lgs 50/2016, ribadisce che il documento di regolarità “venga acquisito d’ufficio dalle SA” e tecnicamente siamo al punto di partenza, anche perché il DPR 445/2000 vieta espressamente di richiedere agli operatori economici il DURC, documento già in possesso della pubblica amministrazione.

Ci troviamo in una fase di stallo e l’unica strada che potremmo percorrere è quella di fare il controllo del DURC prima di legittimare gli operatori economici in gara. Ottenuto il DOL positivo, possiamo procedere all’apertura delle buste.

Sarebbe da approfondire però, il caso in cui la stazione appaltante richieda il DURC all’OE in fase di domanda di partecipazione (molti comuni lo stanno già facendo…) invocando il comma 1 dell’art.86 del Codice Appalti.

La soluzione ottimale a tutto questo, sarebbe la rivisitazione del portale di INPS ed INAIL che dovrebbe inserire la possibilità di verificare la regolarità di un OE ad una data prestabilita.




SICILIA : CORSO DI FORMAZIONE IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI CATANIA 23.03.2018

Il problema della corretta gestione dei rifiuti  coinvolge drammaticamente la Regione Sicilia, ed ha raggiunto livelli allarmanti.   La realtà è rappresentata da una  disastrosa situazione soprattutto per quanto concerne il servizio di raccolta differenziata  dei grandi Comuni.

Differenziare il rifiuto costituisce certamente la soluzione al problema. Purtroppo i grandi Comuni Siciliani sono fermi su risultati che non superano il 20% fatta qualche piccolissima eccezione.

La Scuola di Formazione Giuridica “Luigi Graziano” che vanta un’esperienza decennale  nella materia e si rivolge agli Operatori della Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento ai Dirigenti e ai Funzionari delle Autonomie Locali, ha organizzato  a Catania il 23.03.2018 una giornata di  formazione  sulla Tutela Ambientale e nello specifico sulla corretta gestione e controllo dei rifiuti nei comuni.

Il Corso sarà tenuto dal Dott. Giuseppe Aiello, Comandante della Polizia Locale di Lioni (AV) annoverato tra i  massimi esperti in materia a livello nazionale.   L’attività di formazione  è rivolta innanzitutto agli Amministratori Pubblici ( Sindaci Assessori e delegati all’Ecologia/ Ambiente), agli organi di controllo, Polizie Locali e Nazionali, agli addetti all’Ufficio Ambiente delle Amministrazioni Comunali e Provinciali, ai servizi di vigilanza ambientale volontaria.

L’iniziativa formativa parte dall’esperienza della Regione Campania, che ha avuto in passato problemi di emergenza rifiuti simili a quelli che attualmente attanagliano la  Sicilia. Oggi  in molte realtà Campane, grazie alle buone pratiche e a procedure di controllo standardizzate anche con l’ausilio di apparati di video sorveglianza, si raggiungono percentuali superiori a quelle della Toscana e della Liguria.

Si ritiene per questo che la formazione Proposta da Diritto Italia  potrà certamente aiutare i Comuni a gestire meglio questa fase evitando responsabilità in capo agli Amministratori Locali e ai Dirigenti degli uffici di gestione e di controllo. Nel corso che si terrà il 23 marzo a  Catania verranno presi in esame gli aspetti più significativi di competenza degli uffici Comunali (U.T.C., Ambiente e Polizia Locale) ordinanze accertamenti  e regolamenti nonché ampia trattazione verrà riservata all’importanza che riveste il ruolo del volontariato e della corretta istituzione di un servizio di ispettori ambientali comunali. Nel corso dei lavori verranno presentate, con un taglio prevalentemente pratico-operativo, le novità e gli aspetti di maggiore interesse relativi alla normativa vigente in materia di gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, gestione di centri comunali di raccolta, procedure per fronteggiare gli abbandoni dei rifiuti, sistemi di controlli video sorvegliati, centri comunali di raccolta , ecc.

L’obiettivo del corso è quello di permettere ai Comuni di migliorare il servizio di Raccolta dei rifiuti ed incrementare le frazioni di rifiuti differenziati.

Per iscriversi al corso o richiedere informazioni vai sul sito della Scuola Diritto Italia http://dirittoitalia.it/corso/?id=1045

 




BOLOGNA: Investono il vigile e scappano l’ auto ritrovata, caccia a due persone l’ Agente trasportato in ospedale.

 da torinotoday.it

Un agente di polizia locale è stato investito da un’auto pirata nel pomeriggio di ieri, mercoledì 7 marzo 2018, mentre era in servizio all’incrocio tra corso Novara e via Bologna.

Intorno alle 17.30 un’Alfa Romeo 156 non si è fermata all’alt, lo ha urtato a un braccio e si è data alla fuga. Sull’auto, secondo quanto raccontato dal vigile, c’erano un uomo e una donna.

Trasportato dai colleghi al pronto soccorso dell’ospedale Gradenigo, l’agente è stato dimesso con una prognosi di una settimana.

Poco dopo la polizia ha ritrovato l’auto parcheggiata in via Brandizzo. Il veicolo è stato sequestrato mentre proseguono le ricerche dei responsabili dell’incidente.

 




LA POSIZIONE DI AUTONOMIA E INDIPENDENZA DEL COMANDANTE SOPRAVVIVE ANCHE DOPO LA SOPPRESSIONE DEL CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE

Fonte: diritto.it  Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione staccata di Salerno (sezione seconda), con sentenza 13 febbraio 2017, n. 265 si è pronunciato su un ricorso proposto da un Comandante della Polizia municipale per l’annullamento di una delibera con la quale la Giunta comunale aveva disposto l’incardinamento del servizio di Polizia municipale nell’ambito dell’area “Urbanistica e Attività Produttive”.

In particolare, con una prima delibera, la Giunta – preso atto dell’insufficienza di personale in organico, sceso al di sotto del numero legale- sopprimeva il Corpo di Polizia Municipale e, con una seconda, incardinava il servizio di Polizia municipale nell’ambito del “Settore Area Urbanistica e Attività Produttive”.

In esecuzione a tali provvedimenti, il Responsabile del Settore, con successivo decreto, conferiva al Comandante la nomina a Responsabile del Servizio di Vigilanza, prevedendo che i provvedimenti del servizio di Polizia municipale sarebbero stati istruiti e controfirmati da quest’ultimo nella qualità di RUP.

Il Comandante, impugnava la seconda delibera di Giunta e il conseguente decreto, rilevandone l’illegittimità per violazione della disciplina riguardante l’organizzazione del Servizio di Polizia municipale e per lesione dell’autonomia gestionale e funzionale dello stesso, rilevando altresì che con la previsione della subordinazione gerarchica del Comandante di Polizia municipale al Dirigente del “Settore Area Urbanistica e Attività Produttive”, il Comune avrebbe, di fatto, esautorato il Comandante delle sue prerogative.
Il caso

Per comprendere meglio i termini della questione occorre innanzitutto ricordare che l’art. 7 della legge 7 marzo 1986 n. 65, consente ai Comuni di istituire il Corpo di Polizia municipale se il relativo servizio sia espletato da almeno 7 addetti, e di disciplinarne lo stato giuridico con apposito Regolamento.

Nel caso, il Corpo di Polizia municipale- al cui vertice è posto il Comandante che ne ha la responsabilità e ne risponde direttamente al Sindaco- rappresenta un’entità organizzativa unitaria e autonoma rispetto alle altre strutture organizzative del Comune e risulta costituito dall’aggregazione di tutti i dipendenti comunali che esplicano, a vari livelli, i servizi di polizia locale.

Di contro, nelle ipotesi in cui non si raggiunga il numero minimo di personale indicato dalla legge, il Servizio di Polizia municipale non può essere eretto a Corpo, ma piuttosto viene incardinato all’interno di un’altra struttura al cui vertice è posto un funzionario con qualifica e mansioni dirigenziali.

Giunti a tal punto insorge il problema di conciliare la posizione di autonomia e indipendenza del Comandante, che deve porsi in rapporto diretto solo con il Sindaco, con il ruolo apicale del capo dell’Area in cui il Servizio di Polizia municipale è incardinato, che svolge compiti e funzioni di tipo dirigenziale. In altre parole, bisogna stabilire entro quali limiti e in che modo il Comandante debba rispondere del suo operato al Dirigente da cui verrebbe a dipendere.

Ebbene, l’art. 9 della legge 65/86, prevedendo che il Comandante della Polizia municipale sia responsabile verso il Sindaco, quale organo titolare delle funzioni di polizia locale che competono al Comune (artt. 1 e 2 stessa legge), istituzionalizza una relazione diretta tra i due soggetti finalizzata ad assicurare, all’autorità posta al vertice dell’Amministrazione e in relazione ai poteri e ai compiti ad essa conferiti dai precedenti artt. 2 e 3, il diretto controllo dei profili organizzativi e funzionali del servizio (addestramento, disciplina, impiego tecnico-operativo) che presentano la maggiore specificità e delicatezza (Cons. Stato, Sez. V, 14 maggio 2013, n 2607).

La giurisprudenza amministrativa, altresì, riconosce che la strutturazione della Polizia municipale in Corpo ne impedisce la collocazione, quale struttura intermedia, in una struttura più ampia, di natura dirigenziale, impedendo che il Comandante sia posto alle dipendenze gerarchiche del Funzionario che tale più ampia struttura dirige (Cons. Stato, Sez. V, sent. 4 settembre 2000, n. 4663). Lo stesso però non può dirsi con riguardo al caso in esame in cui la Polizia municipale non sia eretta a Corpo.

Conseguentemente, la scelta del Comune di sopprimere il Corpo di Polizia municipale secondo il Tribunale Amministrativo è legittima e coerente con quanto previsto all’art. 7 della legge 7 marzo 1986 n. 65, essendo sceso al di sotto del minimo di 7 il numero degli addetti.

Invece il decreto, con il quale il Dirigente conferiva al Comandante la nomina a Responsabile del Servizio di Vigilanza, siccome stabilisce che i provvedimenti del servizio di Polizia municipale sarebbero stati istruiti e controfirmati da quest’ultimo nella qualità di RUP, risulta essere illegittimo, essendo idoneo ad esautorare il Comandante delle sue prerogative e a snaturare la sua peculiare posizione di vertice del servizio di Polizia municipale.

 




TRAPANI: TELECAMERE MOBILI IN DOTAZIONE ALLA POLIZIA MUNICIPALE CONTRO L’ABBANDONO DI RIFIUTI

fonte trapani oggi.it

 Un servizio di videosorveglianza con telecamere mobili gestito dalla Polizia Municipale per far fronte al fenomeno dell’abbandono di rifiuti sul territorio comunale sarà attivato a Trapani.

A darne notizia è l’Osservatorio per la Legalità che, in vari incontri tenutisi in Prefettura e con diversi comunicati stampa, aveva proposto questa soluzione per reprimere episodi di abbandono indiscriminato di rifiuti ingombranti di ogni genere in diverse zone del territorio.
“D’altronde – commenta l’avvocato Vincenzo Maltese, presidente dell’associazione trapanese e componente dell’ufficio legale regionale dell’associazione di consumatori Codici – questa è una strada già percorsa da altre amministrazioni locali quali Petrosino, Marsala e, da ultimo, Mazara del Vallo, che realmente ha scoraggiato gli incivili, sanzionandoli con multe salate e arrivando anche alla denuncia alla Procura della Repubblica. Nella situazione in cui versa oggi la città di Trapani appare ineludibile che vada recuperato, nell’immaginario collettivo, il rispetto dell’ambiente e della città in cui viviamo, è un fatto culturale e di senso civico. Per questo, con spirito collaborativo, invitiamo sempre i cittadini a segnalare gli scempi ambientali di cui vengono a conoscenza alle autorità preposte e al Comune di appartenenza. L’auspicio è che tale servizio, quindi, possa durare più a lungo possibile”.




BARI: Danneggiata la foto sulla lapide dell’ex comandante dei vigili urbani

Vandali contro la tomba del generale Nicola Marzulli, deceduto il 14 febbraio scorso.

fonte : corrieredelmezzogiorno.corriere.it

La foto apposta sulla lapide della tomba dell’ex comandante della Polizia municipale di Bari, il generale Nicola Marzulli, scomparso il 14 febbraio per un malore improvviso, è stata vandalizzata da ignoti. «Il vigliacco che ha osato fare questo gesto infame, non avrebbe mai osato affrontare il Comandante da vivo», dice il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che nel pomeriggio si è recato al cimitero monumentale cittadino dove si trova la tomba del generale.  Il sindaco Decaro al cimitero: «Il vigliacco non avrebbe mai osato affrontarlo da vivo»