Campania Sversamenti abusivi a Portici (NA) : un anno di indagini tra pedinamenti e intercettazioni ambientali per sgominare la holding

Fonte : L’Ora Vesuviana articolo di   Paolo Perrotta Apr 13, 2018

Portici – Un anno di indagini, tra pedinamenti ed intercettazioni ambientali per smascherare un giro di sversamenti di rifiuti abusivi aggravati dall’intimidazione nei confronti di dipendenti comunali incaricati di pubblico servizio da parte di pregiudicati.

La Procura della Repubblica di Napoli ha notificato dodici avvisi di chiusura delle indagini ad altrettanti pregiudicati di Portici che avevano messo in piedi un traffico di rifiuti che venivano raccolti, trasportati e conferiti senza il possesso di alcuna autorizzazione.

Nel corso del periodo di osservazione gli uomini del Nucleo Investigativo  Sicurezza Sociale della polizia municipale hanno accertato lo sversamento nell’isola ecologica comunale di tonnellate di rifiuti di ogni genere. Secondo una prassi consolidata, i pregiudicati si dotavano di deleghe di cittadini che chiedevano il conferimento di rifiuti rivelatesi ad un successivo controllo tutte false.

 

 

In alcuni casi, al rifiuto degli addetti al controllo dell’isola ecologica di accettare i conferimenti illegali, i pregiudicati non esitavano a minacciare esplicitamente gli incaricati del pubblico servizio. Il tutto sotto gli occhi delle telecamere che gli investigatori avevano installato per controllare i movimenti.

 

 

Una prima fase delle indagini ha consentito il sequestro dei mezzi impiegati dai soggetti indagati per trasportare i rifiuti. Dei dodici pregiudicati coinvolti nell’inchiesta, cinque annoverano precedenti specifici per reati ambientali. Il danno per le casse del Comune legato al conferimento di questi rifiuti illegale, in particolare ingombranti e materiale edile è quantificabile in svariate migliaia di euro.




San Martino Valle Caudina. Aveva causato un incidente con feriti e si era allontanato. Beccato dalla Polizia Municipale.

  • Fonte http://www.retesei.com

 

 

Determinante sono stati i rilievi della Polizia Municipale, diretta dal Cap. Serafino Mauriello. I fatti: un cittadino di San Martino Valle Caudina C.P. di anni 70 nel mentre circolava a bordo della sua auto, giunto all’incrocio di Via Crocevia, nonostante avesse la precedenza, veniva sbalzato da una FIAT Panda che non si fermava allo STOP. Non solo danni al veicolo ma anche una prognosi di giorni 10 s.c., con le cure del caso, per il conducente che ignaro circolava a velocità moderata sulla propria corsia di marcia. Il guidatore della Panda, nonostante l’impatto, si dava alla fuga senza prestare soccorso. All’arrivo la Polizia Municipale oltre ai rilievi di rito, repertava e sequestrava alcune parti del paraurti dell’auto che si era allontanata. Ma l’autista originario di Caivano (NA) non aveva fatto i conti con l’efficiente sistema di videosorveglianza di cui è dotato il Comune di San Martino Valle. Infatti l’attenta analisi degli agenti della municipale consentiva di accertare che un veicolo Fiat Panda era entrato pochi minuti prima del sinistro , nel territorio comunale con provenienza da Napoli, e che lo stesso non aveva alcun danno. Ma è apparso subito evidente dalle telecamere che lo stesso veicolo all’uscita sulla S.S. 7 Appia, aveva la parte anteriore e laterale danneggiata. L’analisi incrociata delle targhe consentiva agli agenti d’individuarne una che poi è risultata essere quella del sinistro. Le indagini svolte dal Comandante Mauriello, in sinergia con i colleghi della Polizia Municipale di Caivano (NA) hanno consentito, non solo d’identificare l’autore del reato ma anche di procedere al sequestro dell’autovettura che si era data alla fuga.

Il colpevole non ha saputo dare valide giustificazione sull’accaduto, di certo una volta scoperto si è assunto la responsabilità del fatto, nonostante fosse regolarmente titolare di patente, il veicolo fosse assicurato per il sinistro, ed a bordo dell’auto al momento dell’incidente c’era anche un ragazzino di circa 10 anni ed una persona anziana. Il vigente Codice della Strada, aggiornato dalla legge sull’omicidio stradale prevede in questi casi pene severe con condanne fino a 3 anni di carcere e la sospensione della patente fino a 5 anni. Per i fatti in questione, P.A. di anni 70 originario e residente a Caivano (NA), veniva deferito alla competente Procura della Repubblica di Avellino per il reato di omissione di soccorso e lesioni.




GIUGLIANO (NA) IL CASO DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE REINTEGRATA DAL TAR

  La Comandante Petrillo reintegrata dal Tar.

Fonte:   https://internapoli.it/giugliano-petrillo-reintegrata-dal-tar-la-minoranza-amministrazione-incapace/

 

Torna al vertice della polizia municipale la comandante Maria Rosaria Petrillo. Il Tar Campania  – come anticipato da Il Meridiano News – ha dato ragione al Capitano che era stato defenestrato dall’Amministrazione e spostata in altro ufficio. I giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione la delibera dello scorso 29 dicembre, avente ad oggetto “modifica dell’assetto organizzativo dell’Ente”, nella parte in cui disponeva l’accorpamento del Settore Polizia Municipale al Settore Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Giugliano in Campania. La sentenza provocherà effetti anche  sulle nomine di Salvatore Petirro a Dirigente del neo istituito “Settore Polizia Municipale e Servizi Sociali ed Educativi” e di Carmine Petraio a Vice Comandante della Polizia Municipale. “La sentenza del Tar sul reintegro della Comandante della Polizia Municipale Maria Rosaria Petrillo dimostra ancora una volta l’arroganza dell’Amministrazione comunale, l’incapacità gestionale e il rispetto delle più elementari norme”. Questo il commento del gruppo consiliare del Partito Democratico sulla decisione dei giudici Amministrativi, secondo cui il corpo di Polizia Municipale non è aggregabile ad un’area amministrativa e pertanto la Petrillo non poteva essere destinata ad altro incarico.  Il Tribunale amministrativo ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione la delibera dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Poziello dello scorso 29 dicembre, avente ad oggetto “modifica dell’assetto organizzativo dell’Ente”, nella parte in cui disponeva l’accorpamento del Settore Polizia Municipale al Settore Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Giugliano in Campania. “Dopo quello sull’ecovillaggio rom quest’Amministrazione perde un altro ricorso” – dichiarano Nicola Pirozzi, Adriano Castaldo, Mena Sabatino e Diego d’Alterio. “Avevamo sollevato notevoli dubbi all’epoca della rimozione del Comandante della polizia municipale locale ed i fatti ci hanno dato ragione. Anche in questo caso ci si accanisce e ci si arrocca sulle proprie posizioni, si spendono fior di quattrini per gli avvocati e puntualmente si esce sconfitti. Forse sarebbe il caso di “studiare” prima le “carte”, anziché buttarsi in battaglie legali dall’esito, talvolta, scontato”.

Critico anche Rosario Ragosta: “Ancora una volta ci troviamo davanti ad un pasticcio burocratico che mette in evidenza le incapacità amministrative e politiche dell’esecutivo del sindaco Poziello.

Non si possono affrontare tematiche così delicate come la modifica dell’assetto organizzativo dell’ente comunale, quindi degli uffici e delle direzioni, sopratutto quello del corpo della Polizia Municipale, con grande superficialità così come ha dimostrato con la sentenza di oggi  il TAR.

Avevo già espresso solidarietà alla dott.ssa Mariarosaria Petrillo subito dopo il suo spostamento da Comandante municipale a dirigente dell’anagrafe ed ufficio elettorale, anche perchè,  non mi erano chiare le dinamiche di questo provvedimento dato che la dott.ssa Petrillo è vincitrice di concorso pubblico proprio per il ruolo di Comandante di Polizia Amministrativa. 

Sono convinto che la Comandante Petrillo, appena rientrerà, sarà più determinata di prima a ricoprire il ruolo che gli spetta per legge e con la sua professionalità darà soddisfazione e lustro alla città di Giugliano continuando a fare il suo dovere sul campo e non dietro ad una scrivania”.

“Pare che le forzature amministrative ormai siano consuetudine al Comune
di Giugliano ma talvolta la magistratura rimette ordine tra gli slogan e la
totale mancanza di adeguate motivazioni che le giustifichino nella loro
irritualità – dichiara Anna Russo di Cambiamenti – 
Ho avuto modo di esprimere solidarietà
alla Comandante Petrillo all’epoca della sua, a mio avviso, illegittima ed
inopportuna rimozione dal ruolo. Un provvedimento che arriva puntuale
con molte ombre e senza entrare nel merito e tanto meno nel metodo si è
evinta da subito l’inopportunità sotto molteplici punti di vista di affidare un
settore come la Polizia Municipale, che per competenze si divide stradale e
giudiziaria ad un amministrativo. E’ sembrato un gesto dettato più dal
personalismo che non dalla visione della riorganizzazione di un settore perseguendo la finalità della migliore gestione della città e del settore
stesso. Ci siamo scontrati, ancora una volta con tutta l’incapacità,
l’inadeguatezza e l’arroganza del modus operandi di Poziello. Una
mortificazione al ruolo, alle competenze e al lavoro svolto che non trova
giustificazioni e riscontro nella condotta o nella moralità di chi ha
rappresentato quella divisa. Oggi leggo con piacere che gli atti prodotti a tal fine sono carta straccia, lo
abbiamo pensato in tanti, oggi lo sentenzia il TAR. In chi crede nella giustizia
si rinnova la fiducia nella magistratura che in questa città è già dovuta
intervenire per frenare condotte irrituali.
Rinnovo alla Comandante Petrillo gli auguri di buon lavoro sperando
che trovi un ambiente e un clima favorevole a sostegno di un impegno che
non l’ha mai risparmiata. In molti suoi collaboratori la stavano aspettando,
ormai disorientati dalla gestione di un settore così delicato in mani
inesperte. La stava aspettando chi ancora crede che le regole e il buon
senso in questa città valgano qualcosa. La sta aspettando una città che
ha tanto bisogno di essere vigilata e allo stesso tempo protetta”.




Terra dei Fuochi, per lo Stato il vigile eroe MICHELE LIGUORI ucciso da un tumore non è una vittima del dovere.

Terra dei Fuochi, per lo Stato il vigile eroe MICHELE LIGUORI ucciso da un tumore non è una vittima del dovere.

Fonte https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WrqGAeSwfYTfdmeb

 

 Lo Stato nega a Michele Liguori, tenente dei vigili urbani di Acerra, eroe della Terra dei Fuochi, morto di tumore, il riconoscimento di “vittima del dovere”. La richiesta della famiglia è stata rigettata perché: “Non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, in quanto nei procedimenti di servizio dell’interessato non risultano fattori specifici potenzialmente idonei a dar luogo ad una genesi neoplastica”. Michele Liguori, unico responsabile dell’unità ambientale della polizia municipale di Acerra dal 2001, ha scoperto per primo gli sversamenti, gli interramenti e i roghi dei rifiuti tossici nell’agro aversano. Recandosi personalmente sui luoghi dei roghi tossici, sui terreni contaminati, scavando tra i rifiuti e prelevando personalmente i campioni da inviare all’Arpac, Michele Liguori è entrato in contatto con sostanze cancerogene, inalando grosse quantita di PCB e altre sostanze tossiche. Alla base del mancato riconoscimento di vittima del dovere, potrebbe annidarsi il sospetto che, ancora una volta,  il comune di Acerra non abbia fornito al Ministero le carte che documentano l’attività di Michele Liguori nella Terra dei Fuochi, circostanza già verificatasi allorquando la famiglia si vide rifiutare dall’Inail il riconoscimento della malattia professionale (poi riconosciuta in seguito all’intervento diretto della famiglia che, in collaborazione con il Corpo Forestale e il generale Costa, riuscì a ricostruire, anche se parzialmente, l’attività lavorativa di Michele Liguori nella Terra dei Fuochi).




CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) : Agente della Polizia Municipale investito e ferito durante il servizio, rintracciato identificato e fermato il responsabile  dall’ aggressione .

La redazione www.associazionemarcopolo.it

Solidarietà al Comando della Polizia Municipale di Castellammare di Stabia

Poco dopo le 8 e 30 di stamattina panico al corso Vittorio Emanuele nel centro cittadino a Castellammare di Stabia(NA), un agente della polizia municipale del comando di piazza Giovanni XXIII è stato aggredito e malmenato perchè resosi  responsabile di aver sanzionato il prepotente di turno, che scappa subito dopo l’aggressione. Le indagini condotte dalla Polizia Municipale guidata dal Comandante Dott. Antonio Vecchioni in poche ore permettono di identificare e punire l’autore dell’insano gesto.

La Redazione della MARCOPOLO esprime Solidarietà all’agente coinvolto e un Plauso al Comandante Antonio Vecchioni ed i suoi uomini per la professionalità  dimostrata che ha permesso una  celere quanto positiva  soluzione del caso.

Il fatto tratto da Fonte:

https://www.stabiachannel.it/Cronaca/castellammare-investe-un-vigile-urbano-per-non-ricevere-la-multa-nei-guai-giovane-stabiese-69628.html

E’ terminata la caccia al giovane che questa mattina, in pieno centro, in corso Vittorio Emanuele a Castellammare, ha investito un agente della polizia municipale per non farsi multare. Il centauro aveva lasciato il suo motorino sulle strisce pedonali all’esterno di un istituto di credito e, dopo essere uscito, aveva trovato i vigili urbani che erano pronti a sanzionarlo per la sosta non consentita. Un gesto per lui assurdo tanto che prima ha insultati alcuni agenti e, in un secondo momento, ha colpito con il suo scooter di striscio uno di loro. Infatti, per evitare i controlli, è salito in sella al motorino ed è scappato via colpendo l’agente.

Le sue condizioni non sono gravi ma sono state necessarie le cure all’ospedale San Leonardo di Castellammare per compiere tutti gli accertamenti del caso. Le ricerche del folle sono continuate per tutta la mattina. Secondo quanto si apprende, avrebbe abbandonato poco distante il motorino con il quale ha tentato di investire il vigile e si sarebbe allontanato a piedi. Le forze dell’ordine, grazie anche all’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza, hanno identificato il colpevole. Al momento è nel comando della polizia municipale stabiese.




GIORNATA STUDI TORRE DEL GRECO

 

 

Evento Anvu _ Torre del Greco

 

GIORNATA STUDI TORRE DEL GRECO

SALA CONVEGNI DELLA EX SS.TRINITA’

 

VENERDI’ 23 MARZO 2018

Ore 08.30 accreditamento partecipanti

Ore 09.30 inizio lavori

Ore 14.00 termine sessione

PROGRAMMA

08.30: accreditamento partecipanti

09:00 Apertura dei lavori

Introduce e modera

DoI.ssa Marialba Leone

Comandante della P.L. Città di Bacoli

Brevi Interventi delle autorità invitate:

Visone Salvatore

Comandante Polizia Locale Torre del Greco

Prefetto Dott. Giacomo Barbato

Commissario Straordinario Città di Torre del Greco

Ore 09:30 – “Approccio al controllo documentale e del veicolo estero”

Relatore: Raoul De Michelis

Comandante della P.L. Città di Itri

Ore 10.30 – “La sicurezza nelle pubbliche manifestazioni. Le attività di intrattenimento e svago nei luoghi pubblici e nei pubblici esercizi alla luce delle nuove disposizioni sulla sicurezza nelle pubbliche manifestazioni”.

Relatore: Dott. Michele Pezzullo

Comandante P.L. a.r.

Ore 11.30 – Coffè Break

Ore 12:30 – “Il Daspo Urbano” (Decreto Minniti) Quali effetti?

Relatore: Dott. Massimiliano Mancini

Già dirigente pubblico, comandante di polizia locale e provinciale e responsabile protezione civile, disaster ed emergensy manager, giurista, esperto in psicologia invesIgaIva, giudiziaria e penitenziaria. Cultore della materia presso la Sapienza Università di Roma.

Ore 14:00 – Fine lavori




REGIONE CAMPANIA LIONI: SCOPERTO DALLA POLIZIA MUNICIPALE FALSO DENTISTA E STUDIO ABUSIVO

Tribunale di Avellino prima udienza per falso dentista che operava a Lioni in uno studio dentistico abusivo l’ingdagine portata avavnti dalla Polizia Muncipale di Lioni.Si è tenuto nella mattinata del 23.02.2016, presso il Tribunale di Avellino, la prima udienza a carico dell’ odontotecnico quarantenne A. M. S. origine salernitana ma residente in provincia di Avellino, accusato di aver svolto, presso uno studio medico Dentistico di Lioni, attività di odontoiatra – dentista senza essere in possesso della relativa abilitazione e titolo di studio laurea in chirurgia e/o Odontoiatria, necessaria a poter svolgere la professione medica. ins.to Ariel 25.02.2016
Tribunale di Avellino prima udienza per falso dentista che operava a Lioni in uno studio dentistico abusivo.

Si è tenuto nella mattinata del 23.02.2016, presso il Tribunale di Avellino, la prima udienza a carico dell’ odontotecnico quarantenne A. M. S. origine salernitana ma residente in provincia di Avellino, accusato di aver svolto, presso uno studio medico Dentistico di Lioni, attività di odontoiatra – dentista senza essere in possesso della relativa abilitazione e titolo di studio laurea in chirurgia e/o Odontoiatria, necessaria a poter svolgere la professione medica. La scoperta è stata fatta grazie ad una articolata indagine avviata e svolta interamente dalla Polizia Municipale di Lioni, al cui vertice da oltre 5 anni, vi è il Comandante Dott. Giuseppe Aiello, noto esperto in materia Ambientale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino. L’indagine, denominata “Medici senza Confini”, conclusasi nel 2015, prende avvio nel 2013, quanto la Polizia Municipale inizia ad effettuare diversi controlli di tutela Ambientale e corretta gestione dei rifiuti, su palestre, studi medici, centri di fisioterapia centri di analisi, operanti sul territorio del Comune di Lioni. Alla Polizia Municipale si erano rivolti gli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti, i quali avevano segnalato, la presenza, nel ciclo di prelievo dei RR. SS.UU., di rifiuti “speciali tipiche di attività sanitarie e di altra diversa tipologia non domestica”. A seguito degli accurati controlli e con un censimento analitico delle attività esistenti, la Polizia Municipale rilevava elementi interessanti e molteplici irregolarità per scorretto conferimento di rifiuti, evasione della TARI, ubicazione degli studi medici in difetto della destinazione d’uso e del certificato di agibilità che comportava la contestazione di N°52 violazioni amministrative in materia di Ambiente/Igiene/Raccolta differenziata (con un sanzionato di euro12.516,00,) n. 28 violazioni Edilizie Destinazione d’uso (con un sanzionato di euro 8.864,00) per un totale di introiti a carico del Comune di euro 21.2380,00. Dalle indagini però emergevano fatti penalmente rilevanti per la presenza di n. 2 strutture odontoiatriche, operanti da anni in Lioni, trovate ai controlli, sprovviste di autorizzazione rilasciata dal Comune. Per questo la Polizia Municipale denunciava alla Procura della Repubblica i tre medici titolari degli studi per ipotesi di reato di cui agli artt. 193 TU.LL.SS. R.D. 1265/’34.

Per poter esercitare e gestire, l’attività di odontoiatra è indispensabile da parte del Comune il rilascio dell’autorizzazione di cui all’ Art.8-ter D.Lgs.502/92, come modificato dal D.lgs 229/1999, nonché dal D.G.R. Campania 7301/2001.

A seguito della Denuncia alla Procura della Repubblica di Avellino, da parte della Polizia Municipale, il Sindaco di Lioni, Prof. Rodolfo Salzarulo, così come previsto dall’art. 193 R.D. 1265/1934, considerata la mancanza del rilascio di autorizzazione di cui alla D.G.R. n. 7301/2001, emanava, per motivi di igiene e sanità pubblica, Ordinanza di chiusura dei due Studi dentistici. Il titolare di uno di essi, Dott. M.C., anni 57, con studio in Lioni, ma di provenienza da Salerno, impugnava presso il TAR Salerno l’Ordinanza di chiusura e il predetto tribunale accogliendo il ricorso del professionista, annullava il provvedimento dal Sindaco di Lioni, ritenendo che non era certa la qualificabilità delle attività svolte nello studio come prestazioni di chirurgia ambulatoriale. Il professionista, a seguito del sentenza del TAR, si rivolgeva nuovamente al tribunale Amministrativo, mediante Ricorso ex art. 30 c.p.a. nel quale chiedeva, al Comune di Lioni, il risarcimento dei danni patrimoniali subiti per effetto dell’arbitraria chiusura dello studio. Nel contempo, la Polizia Municipale, continuava a svolgere, sotto la regia della Procura della Repubblica di Avellino, le indagini sul predetto studio dentistico confermando alla fine, che l’attività esercitata in Lioni, dal dott. M. C., rientrava a pieno titolo in quella di Studio Dentistico, all’interno del quale, anche dopo l’annullamento dell’ordinanza Sindacale, senza l’autorizzazione rilasciata dal Comune, sono stati ancora effettuati molteplici interventi e prestazioni di chirurgia ambulatoriale ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche di particolare complessità. La sorpresa è avvenuta quando, proprio a seguito dei controlli, si è scoperto che nello studio, senza autorizzazione del Comune, non solo venivano effettuate operazioni odontoiatre, ma molte delle stesse, oltre al dentista Salernitano, venivano praticate anche da A. M. S. odontotecnico residente in provincia di Avellino,sprovvisto del titolo di laurea in medicina, il quale, così come è emerso dalle minuziose indagini dei vigili, ha svolto nel tempo nel predetto studio, attività riservata al medico dentista, di visita e prestazioni di chirurgia ambulatoriale ovvero procedure diagnostiche e terapeutiche cruenti e non che comportano rischio per la sicurezza degli ignari pazienti che si sono rivolti, nel tempo, allo studio medico in questione, convinti di avvalersi di professionisti debitamente laureati ed abilitati allo svolgimento della professione medica. Tra gli ignari pazienti si registrano persone anziane e addirittura invalidi. La polizia municipale alla fine chiudeva il caso con la denuncia a carico del falso dentista , A.M. S. e per il compiacente titolare dello Studio M.C., per il reato di esercizio abusivo della professione ex art. 348 c.p.. e per il reato di truffa di cui all’art. 640 c.p. ravvisabile nella condotta del soggetto odontotecnico,che svolge attività di odontoiatra abusivo e che cela con artifici e raggiri al paziente l’assenza dei titoli di abilitazione onde carpire un consenso . Per il Sindaco di Lioni, Prof. Rodolfo Salzarulo è “ certamente meritevole l’azione di contrasto svolta dalla Polizia Municipale di Lioni contro la piaga dell’abusivismo in materia di professioni mediche, ricorda il delicato aspetto della vicenda che, da subito, ha voluto tutelare gli ignari pazienti che non sapevano di farsi curare da un falso dentista infatti, la cura dell’igiene orale è un aspetto importante e delicato rimessa a due distinte categorie di professionisti:

i “dentisti”, necessariamente medici chirurghi o odontoiatri;

gli odontotecnici, ossia persone in possesso di particolari requisiti professionali la cui attività consiste nel fabbricare i dispositivi dentali che i “dentisti” successivamente impiantano all’interno della bocca dei loro pazienti.

Spesse, troppe volte si è letto di odontotecnici che, spendendo il nomen di una professione sanitaria vera e propria che non hanno, di fatto svolgono l’attività medica dentistica riservata ai medici abilitati. A Lioni si è smascherato un fatto così grave dovuto alla presenza di uno studio privo di qualsiasi titolo rilasciato dal Comune e quindi sottratto per anni a tutti i controlli previsti da parte dell’ USL in cui ha operato un falso Dentista. L’aspetto grottesco della vicenda e che a fronte di un provvedimento di chiusura obbligatorio dell’abusiva struttura emanato dal Siondaco, il Comune si è visto arrivare una richiesta di risarcimento dal titolare dello Studio Medico abusivo. IO, quale Sindaco ed Autorità Locale Sanitaria, ho fatto quanto concessomi dalla Legge e quanto in mio potere, grazie soprattutto alla professionalità della mia Polizia Muncipale. Oggi il gioco passa al Tribunale che valuterà le prove fornite dalla nostra Polizia Municipale ed adotterà i provvedimenti che spettano .