GIUGLIANO (NA) IL CASO DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE REINTEGRATA DAL TAR

  La Comandante Petrillo reintegrata dal Tar.

Fonte:   https://internapoli.it/giugliano-petrillo-reintegrata-dal-tar-la-minoranza-amministrazione-incapace/

 

Torna al vertice della polizia municipale la comandante Maria Rosaria Petrillo. Il Tar Campania  – come anticipato da Il Meridiano News – ha dato ragione al Capitano che era stato defenestrato dall’Amministrazione e spostata in altro ufficio. I giudici amministrativi hanno dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione la delibera dello scorso 29 dicembre, avente ad oggetto “modifica dell’assetto organizzativo dell’Ente”, nella parte in cui disponeva l’accorpamento del Settore Polizia Municipale al Settore Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Giugliano in Campania. La sentenza provocherà effetti anche  sulle nomine di Salvatore Petirro a Dirigente del neo istituito “Settore Polizia Municipale e Servizi Sociali ed Educativi” e di Carmine Petraio a Vice Comandante della Polizia Municipale. “La sentenza del Tar sul reintegro della Comandante della Polizia Municipale Maria Rosaria Petrillo dimostra ancora una volta l’arroganza dell’Amministrazione comunale, l’incapacità gestionale e il rispetto delle più elementari norme”. Questo il commento del gruppo consiliare del Partito Democratico sulla decisione dei giudici Amministrativi, secondo cui il corpo di Polizia Municipale non è aggregabile ad un’area amministrativa e pertanto la Petrillo non poteva essere destinata ad altro incarico.  Il Tribunale amministrativo ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione la delibera dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Poziello dello scorso 29 dicembre, avente ad oggetto “modifica dell’assetto organizzativo dell’Ente”, nella parte in cui disponeva l’accorpamento del Settore Polizia Municipale al Settore Servizi Sociali ed Educativi del Comune di Giugliano in Campania. “Dopo quello sull’ecovillaggio rom quest’Amministrazione perde un altro ricorso” – dichiarano Nicola Pirozzi, Adriano Castaldo, Mena Sabatino e Diego d’Alterio. “Avevamo sollevato notevoli dubbi all’epoca della rimozione del Comandante della polizia municipale locale ed i fatti ci hanno dato ragione. Anche in questo caso ci si accanisce e ci si arrocca sulle proprie posizioni, si spendono fior di quattrini per gli avvocati e puntualmente si esce sconfitti. Forse sarebbe il caso di “studiare” prima le “carte”, anziché buttarsi in battaglie legali dall’esito, talvolta, scontato”.

Critico anche Rosario Ragosta: “Ancora una volta ci troviamo davanti ad un pasticcio burocratico che mette in evidenza le incapacità amministrative e politiche dell’esecutivo del sindaco Poziello.

Non si possono affrontare tematiche così delicate come la modifica dell’assetto organizzativo dell’ente comunale, quindi degli uffici e delle direzioni, sopratutto quello del corpo della Polizia Municipale, con grande superficialità così come ha dimostrato con la sentenza di oggi  il TAR.

Avevo già espresso solidarietà alla dott.ssa Mariarosaria Petrillo subito dopo il suo spostamento da Comandante municipale a dirigente dell’anagrafe ed ufficio elettorale, anche perchè,  non mi erano chiare le dinamiche di questo provvedimento dato che la dott.ssa Petrillo è vincitrice di concorso pubblico proprio per il ruolo di Comandante di Polizia Amministrativa. 

Sono convinto che la Comandante Petrillo, appena rientrerà, sarà più determinata di prima a ricoprire il ruolo che gli spetta per legge e con la sua professionalità darà soddisfazione e lustro alla città di Giugliano continuando a fare il suo dovere sul campo e non dietro ad una scrivania”.

“Pare che le forzature amministrative ormai siano consuetudine al Comune
di Giugliano ma talvolta la magistratura rimette ordine tra gli slogan e la
totale mancanza di adeguate motivazioni che le giustifichino nella loro
irritualità – dichiara Anna Russo di Cambiamenti – 
Ho avuto modo di esprimere solidarietà
alla Comandante Petrillo all’epoca della sua, a mio avviso, illegittima ed
inopportuna rimozione dal ruolo. Un provvedimento che arriva puntuale
con molte ombre e senza entrare nel merito e tanto meno nel metodo si è
evinta da subito l’inopportunità sotto molteplici punti di vista di affidare un
settore come la Polizia Municipale, che per competenze si divide stradale e
giudiziaria ad un amministrativo. E’ sembrato un gesto dettato più dal
personalismo che non dalla visione della riorganizzazione di un settore perseguendo la finalità della migliore gestione della città e del settore
stesso. Ci siamo scontrati, ancora una volta con tutta l’incapacità,
l’inadeguatezza e l’arroganza del modus operandi di Poziello. Una
mortificazione al ruolo, alle competenze e al lavoro svolto che non trova
giustificazioni e riscontro nella condotta o nella moralità di chi ha
rappresentato quella divisa. Oggi leggo con piacere che gli atti prodotti a tal fine sono carta straccia, lo
abbiamo pensato in tanti, oggi lo sentenzia il TAR. In chi crede nella giustizia
si rinnova la fiducia nella magistratura che in questa città è già dovuta
intervenire per frenare condotte irrituali.
Rinnovo alla Comandante Petrillo gli auguri di buon lavoro sperando
che trovi un ambiente e un clima favorevole a sostegno di un impegno che
non l’ha mai risparmiata. In molti suoi collaboratori la stavano aspettando,
ormai disorientati dalla gestione di un settore così delicato in mani
inesperte. La stava aspettando chi ancora crede che le regole e il buon
senso in questa città valgano qualcosa. La sta aspettando una città che
ha tanto bisogno di essere vigilata e allo stesso tempo protetta”.




Terra dei Fuochi, per lo Stato il vigile eroe MICHELE LIGUORI ucciso da un tumore non è una vittima del dovere.

Terra dei Fuochi, per lo Stato il vigile eroe MICHELE LIGUORI ucciso da un tumore non è una vittima del dovere.

Fonte https://youmedia.fanpage.it/video/aa/WrqGAeSwfYTfdmeb

 

 Lo Stato nega a Michele Liguori, tenente dei vigili urbani di Acerra, eroe della Terra dei Fuochi, morto di tumore, il riconoscimento di “vittima del dovere”. La richiesta della famiglia è stata rigettata perché: “Non può riconoscersi dipendente da fatti di servizio, in quanto nei procedimenti di servizio dell’interessato non risultano fattori specifici potenzialmente idonei a dar luogo ad una genesi neoplastica”. Michele Liguori, unico responsabile dell’unità ambientale della polizia municipale di Acerra dal 2001, ha scoperto per primo gli sversamenti, gli interramenti e i roghi dei rifiuti tossici nell’agro aversano. Recandosi personalmente sui luoghi dei roghi tossici, sui terreni contaminati, scavando tra i rifiuti e prelevando personalmente i campioni da inviare all’Arpac, Michele Liguori è entrato in contatto con sostanze cancerogene, inalando grosse quantita di PCB e altre sostanze tossiche. Alla base del mancato riconoscimento di vittima del dovere, potrebbe annidarsi il sospetto che, ancora una volta,  il comune di Acerra non abbia fornito al Ministero le carte che documentano l’attività di Michele Liguori nella Terra dei Fuochi, circostanza già verificatasi allorquando la famiglia si vide rifiutare dall’Inail il riconoscimento della malattia professionale (poi riconosciuta in seguito all’intervento diretto della famiglia che, in collaborazione con il Corpo Forestale e il generale Costa, riuscì a ricostruire, anche se parzialmente, l’attività lavorativa di Michele Liguori nella Terra dei Fuochi).




CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI) : Agente della Polizia Municipale investito e ferito durante il servizio, rintracciato identificato e fermato il responsabile  dall’ aggressione .

La redazione www.associazionemarcopolo.it

Solidarietà al Comando della Polizia Municipale di Castellammare di Stabia

Poco dopo le 8 e 30 di stamattina panico al corso Vittorio Emanuele nel centro cittadino a Castellammare di Stabia(NA), un agente della polizia municipale del comando di piazza Giovanni XXIII è stato aggredito e malmenato perchè resosi  responsabile di aver sanzionato il prepotente di turno, che scappa subito dopo l’aggressione. Le indagini condotte dalla Polizia Municipale guidata dal Comandante Dott. Antonio Vecchioni in poche ore permettono di identificare e punire l’autore dell’insano gesto.

La Redazione della MARCOPOLO esprime Solidarietà all’agente coinvolto e un Plauso al Comandante Antonio Vecchioni ed i suoi uomini per la professionalità  dimostrata che ha permesso una  celere quanto positiva  soluzione del caso.

Il fatto tratto da Fonte:

https://www.stabiachannel.it/Cronaca/castellammare-investe-un-vigile-urbano-per-non-ricevere-la-multa-nei-guai-giovane-stabiese-69628.html

E’ terminata la caccia al giovane che questa mattina, in pieno centro, in corso Vittorio Emanuele a Castellammare, ha investito un agente della polizia municipale per non farsi multare. Il centauro aveva lasciato il suo motorino sulle strisce pedonali all’esterno di un istituto di credito e, dopo essere uscito, aveva trovato i vigili urbani che erano pronti a sanzionarlo per la sosta non consentita. Un gesto per lui assurdo tanto che prima ha insultati alcuni agenti e, in un secondo momento, ha colpito con il suo scooter di striscio uno di loro. Infatti, per evitare i controlli, è salito in sella al motorino ed è scappato via colpendo l’agente.

Le sue condizioni non sono gravi ma sono state necessarie le cure all’ospedale San Leonardo di Castellammare per compiere tutti gli accertamenti del caso. Le ricerche del folle sono continuate per tutta la mattina. Secondo quanto si apprende, avrebbe abbandonato poco distante il motorino con il quale ha tentato di investire il vigile e si sarebbe allontanato a piedi. Le forze dell’ordine, grazie anche all’acquisizione dei filmati del sistema di videosorveglianza, hanno identificato il colpevole. Al momento è nel comando della polizia municipale stabiese.




ABRUZZO: La Regione striglia i sindaci: «il comandante dei vigili deve essere un vigile. Troppe violazioni»

ABRUZZO. La polizia locale non può essere guidata da un ‘non vigile’. articolo di Alessandra Lotti

Eppure in Abruzzo sono ancora troppi i comandanti che non sono agenti di polizia sebbene la legge lo prescriva chiaramente.

La Regione Abruzzo dieci giorni fa ha strigliato sindaci e presidenti di Provincia ricordando che si devono attenere alla legge regionale 42 del 2013 che dice espressamente che alla guida della polizia locale ci deve essere un vigile.

Il 12 marzo scorso, infatti, il dirigente Giuseppe di Fabrizio, ha scritto a tutti i sindaci della Regione, ai presidenti delle quattro Province e pure ai comandanti responsabili della polizia locale.
Il messaggio è stato fermo e chiaro: «ancora una volta l’Ufficio delle politiche per la sicurezza della polizia locale ha constatato ripetute violazioni da parte delle Amministrazioni comunali o provinciali».
Già nel 2015 l’allora dirigente Ernesto Grippo aveva firmato una nota di richiamo al rispetto della normativa ma pare che sia servito a ben poco. Già perchè «in più casi» l’incarico del comandante di Polizia locale continua a stare in mano a personale che si occupa di altro.

Tra le violazioni accertate ci sono quelle dei comuni di Vasto, Ortona, L’Aquila e Montesilvano. In quest’ultimo caso, addirittura, il comandante dei vigili urbani è il segretario generale Alfredo Luviner.

Dunque non per tutti i sindaci il messaggio (o meglio, la legge) sembra chiaro: per guidare il corpo non c’è bisogno di un qualsiasi dipendente pubblico ma tassativamente un appartenente alla polizia locale o anche altre forze di polizia che abbiano però già espletato funzioni di comandante per un periodo di almeno 5 anni.

Il dirigente nella sua lettera di richiamo agli amministratori pubblici ricorda pure che al comandante della polizia locale non possono essere «in alcun caso» conferiti incarichi che comportino il diventare contemporaneamente controllore o controllato.
Questo vuol dire, per esempio, che un comandante non può essere anche il responsabile del Suap (Sportello Unico per le attività produttive) o dell’ufficio urbanistica edilizia, dei servizi sociali o dei servizi anagrafici.

Non sono incompatibile, invece, gli incarichi di responsabile delle risorse umane dell’ente della Ragioneria Generale o dell’ufficio tributi o, ancora, dei servizi culturali.
Nel richiamo si ricorda che oltre a possibili ipotesi di danno erariale potrebbero anche configurarsi quelle penali di abuso d’ufficio «laddove l’illecita attribuzione dell’incarico procuri un ingiusto vantaggio patrimoniale a soggetti non legittimati e arrechi ad altri, anche all’ente, un danno ingiusto».

Questa nuova strigliata basterà per mettersi in regola?

Alessandra Lotti

 




POLIZIA MUNICIPALE DI PISA Prima il sesso, poi il ricatto: arrestata la mamma dell’amante

La donna fermata dopo aver ricevuto i soldi dal commerciante che aveva una storia con la figlia. Indagine della polizia municipale a cui l’uomo, sposato, si era rivolto dopo le richieste di denaro. In tutto quattro indagati

Fonte : http://iltirreno.gelocal.it articolo di  Pietro Barghigiani

PISA. Lei è una ventenne cubana. Lui un commerciante del centro di 47 anni. Si conoscono e scoppia la passione. Sesso a volontà e incontri fugaci nell’ombra delle coppie clandestine. Almeno all’inizio. Poi la giovane caraibica cambia registro. Modifica la ragione sociale della storia e da amante focosa si trasforma in una scaltra bellezza che vuole spillare soldi all’italiano che si è invaghito di lei. E la formula adottata è la più rituale e nei primi tempi anche redditizia: «Dammi soldi, altrimenti dico tutto a tua moglie».

Estorsione aggravata. È in questo scenario che la polizia municipale, a cui l’uomo si era rivolto dopo mesi di pagamenti per un totale di almeno 8-9mila euro, ha arrestato con l’accusa di estorsione aggravata la mamma della giovane, una 45enne. Un arresto in flagranza di reato avvenuto pochi istanti dopo il passaggio di denaro dal negoziante alla madre della donna con cui aveva portato una relazione all’insaputa della moglie. Secondo l’accusa, l’inchiesta è del sostituto procuratore Giovanni Porpora, la mamma avrebbe ricevuto l’incarico di ricevere i soldi dalla figlia che in questi giorni si trova in Spagna.

L’indagine non è conclusa. Sono indagati per lo stesso reato in concorso oltre all’amante, anche il marito dell’arrestata, italiano, nonché padre della giovane e un amico di famiglia. La colpa degli uomini, secondo l’accusa, è quella di aver ottenuto su carte ricaricabili parte dei soldi che il ricattato avrebbe dovuto versare per silenziare la sua ex. La convalida dell’arresto. L’arrestata ieri mattina è stata accompagnata in Tribunale dal personale dei vigili urbani che ha seguito le indagini. Il gip Giulio Cesare Cipolletta ha convalidato l’arresto disposto dal magistrato di turno confermando la misura dei domiciliari per la donna.

Le banconote segnate. Stanco di pagare, il commerciante si è rivolto ai vigili urbani. Per la delicatezza del caso il fascicolo è passato alla sezione di polizia giudiziaria. L’uomo ha raccontato la sua disavventura iniziata con la debolezza della carne e finita nell’incubo di chi si ritrova vittima di un ricatto e non sa come uscirne senza far crollare affetti e finanze. In bilico non c’erano solo i soldi, ma la stabilità familiare messa rischio dalla divagazione sessuale del negoziante. Gli agenti escogitano uno stratagemma semplice e utile nella sua praticità. Alla richiesta di soldi da parte dell’amante, che stavolta delega la mamma a fare da corriere, il commerciante risponde senza indugio. Gli investigatori a quel punto gli consegnano circa 150 euro in banconote segnate. L’appuntamento viene fissato all’aperto, sabato mattina in centro. A distanza la scena viene vista dai vigili che assistono al passaggio di denaro. È un dettaglio importante, ma la prova decisiva arriva poco dopo. La donna viene fermata e le viene chiesto di mostrare le banconote che ha in tasca. Sono quelle segnate. Un’estorsione per conto terzi che si traduce in un arresto in flagranza.

L’inchiesta

non è chiusa. Al rientro dalla Spagna sarà sentita anche la giovane amante. E, per chiarire ruoli e responsabilità, dovranno dare spiegazioni anche il padre e l’amico di famiglia. Una piccola filiera del ricatto nell’ipotesi dell’accusa che ha fatto la sua prima mossa con l’arresto.

 




JESI / SEQUESTRATE AUTO SENZA ASSICURAZIONE ED ALTRE FERMATE PER MANCANZA DI REVISIONE

JESI / SEQUESTRATE AUTO SENZA ASSICURAZIONE ED ALTRE FERMATE PER MANCANZA DI REVISIONE

Fonte : http://www.qdmnotizie.it articolo di sedulio brazzini

Le nuove tecnologie aiutano il Comune a rimpinguare gli scarsi introiti; l’assegnazione di “targa system” (apparecchiatura elettronica in dotazione al personale della Polizia Locale che consente di individuare autovetture che circolano prive di assicurazione o con la revisione scaduta) ha consentito di smascherare tanti automobilisti irregolari che sono stati multati.

Nello scorso mese di febbraio sono state 13 le giornate che hanno visto all’opera agenti forniti di tali apparecchiature che hanno monitorato 6.691 veicoli tra i quali 66 che sono stati fermati.

Tra queste sessantasei autovetture  due sono state sequestrate perché prive di assicurazione, mentre le  rimanenti 44 sono state trovate prive della prevista revisione.

 

A questi 66 automobilisti si vanno ad aggiungerne altri 8 nei confronti dei quali sono state elevate contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.

E non finisce qui perché leggiamo su una nota inviata dal Comune che è stata “sequestrata anche un’auto in sosta su area pubblica  provvista di assicurazione e posto in stato di fermo un ulteriore veicolo perché circolava in violazione di precedenti sanzioni”.

Le tante violazioni accertate sono state subito contestate direttamente ai conducenti, eliminando così l’invio a casa della documentazione e consentendo agli irregolari di poter beneficiare dell’opportunità di una riduzione del 30% dell’importo della multa con il pagamento entro i primi 5 giorni. Una opportunità, quest’ultima, da sfruttare immediatamente anche perché le sanzioni per le violazioni contestate sono abbastanza salate; chi è stato trovato sprovvisto di assicurazione anziché pagare 849,00 euro se la potrà cavare con €. 594,30. Anche chi circolava con revisione scaduta potrà risparmiare il 30% pagando €. 118,30 anziché €. 169,00.

Nel comunicato si ricorda anche che non è necessario recarsi presso qualche sportello postale per pagare le sanzioni erogate, lo si può fare comodamente da casa.

Il Comunicato del Comune ricorda infine la mole di lavoro svolta dalla polizia locale in materia di controllo della viabilità.

Nello scorso mese personale in divisa è stato occupato in 20 operazioni di rilievo di incidenti stradale (lo scorso anno, nello stesso periodo di febbraio, furono 26). “Nei primi due mesi scende così del 25% il numero di incidenti rilevati dalla Polizia Locale (43 contro i 57 di inizio 2017)”.

Consola il fatto che, stando a quanto scritto nella nota, nelle giornate di neve di fine febbraio in città non si sarebbe verificato alcun sinistro stradale che abbi richiesto l’intervento della Polizia Locale.

Il comunicato così si conclude: “ La Polizia Locale in questi due mesi è retta dal dott. Mauro Torelli, dirigente dell’Area Servizi alla Persona, coadiuvato dal vice comandante Filippo Peroni, in attesa che venga completata la procedura di selezione del nuovo comandante che entrerà in servizio entro il mese corrente”.

 

sedulio brazzini




POLIZIA MUNICIPALE DI RAVENNA ed UNIONE DEI COMUNI DELLA ROMAGNA FAENTINA BILANCIO DELL’ATTIVITA’ 2017 , SEMPRE PIU’ MORTI SULLE STRADE.

Sempre più morti sulle strade: negli incidenti colpiti soprattutto ciclisti e pedoni

E’ quanto emerge dal bilancio dell’attività del 2017 della Polizia municipale dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina e della Polizia Municipale di Ravenna  (estratto da RAVENNATODAY.IT)  Fonte http://www.ravennatoday.it

Sempre più morti sulle strade: è quanto emerge dal bilancio dell’attività del 2017 della Polizia municipale dell’Unione dei comuni della Romagna Faentina. Nel corso dell’anno, infatti, gli agenti sono intervenuti su 464 incidenti, dei quali 348 nell’Unione, che hanno visto ben undici automobilisti perdere la vita (anche se cinque di loro, in realtà, sono stati colpiti da un malore). Incidenti mortali in aumento, dunque, come è emerso anche dal bilancio della Municipale della provincia di Ravenna presentato qualche giorno fa, e spesso a esserne coinvolti sono gli “utenti deboli”: 103 sono stati gli incidenti che hanno coinvolto dei ciclisti, 35 quelli che hanno visto tra i feriti un pedone.

Per quanto riguarda le sanzioni, quelle più frequenti riguardano le auto in sosta vietata: circa 12mila veicoli di cui 4317 in città, quasi il doppio rispetto all’anno scorso, mentre i parcheggi abusivi negli stalli riservati agli invalidi hanno procurato ai “furbetti” 346 multe. Tante infrazioni anche relativamente al superamento dei limiti di velocità: 9716 casi di cui 5400 a Faenza, grazie anche al “lavoro” degli autovelox. Numerosi anche i passaggi delle auto con semaforo rosso: oltre 2000 in tutta l’Unione e 1330 a Faenza, il doppio rispetto al 2016. Gli automobilisti beccati senza cintura sono stati circa 200, mentre 70 sono quelli “pizzicati” con il cellulare al volante.

Per quanto riguarda la guida in stato d’ebbrezza, si registra invece un calo delle sanzioni con 145 verbali contro i 178 di due anni fa

Il bilancio della Municipale DI RAVENNA : controllo del territorio raddoppiato, aumentano gli incidenti mortali
Nel 2017 si registra un aumento dell’attività di controllo della circolazione stradale, con quasi 56mila veicoli controllati (+41%). Maggiori anche le ore destinate al controllo del territorio (165mila l’anno scorso contro le 83mila del 2016). Nel 2017, inoltre, hanno circolato sul territorio una media di 38 pattuglie al giorno. In aumento anche i controlli sui mezzi pesanti, che nell’anno appena terminato sono stati 630 contro i 546 dell’anno precedente.

Le patenti ritirate nella provincia di Ravenna nel 2017 sono state 492, mentre sono stati elevati 181mila verbali. Gli incidenti stradali rilevati dalla Municipale sono stati 1.946 e si registra un aumento in quelli mortali (31 nel 2017 contro i 23 nel 2016). Per quanto riguarda la guida in stato d’ebbrezza, si registra invece un calo delle sanzioni con 145 verbali contro i 178 di due anni fa.




TRAPANI: TELECAMERE MOBILI IN DOTAZIONE ALLA POLIZIA MUNICIPALE CONTRO L’ABBANDONO DI RIFIUTI

fonte trapani oggi.it

 Un servizio di videosorveglianza con telecamere mobili gestito dalla Polizia Municipale per far fronte al fenomeno dell’abbandono di rifiuti sul territorio comunale sarà attivato a Trapani.

A darne notizia è l’Osservatorio per la Legalità che, in vari incontri tenutisi in Prefettura e con diversi comunicati stampa, aveva proposto questa soluzione per reprimere episodi di abbandono indiscriminato di rifiuti ingombranti di ogni genere in diverse zone del territorio.
“D’altronde – commenta l’avvocato Vincenzo Maltese, presidente dell’associazione trapanese e componente dell’ufficio legale regionale dell’associazione di consumatori Codici – questa è una strada già percorsa da altre amministrazioni locali quali Petrosino, Marsala e, da ultimo, Mazara del Vallo, che realmente ha scoraggiato gli incivili, sanzionandoli con multe salate e arrivando anche alla denuncia alla Procura della Repubblica. Nella situazione in cui versa oggi la città di Trapani appare ineludibile che vada recuperato, nell’immaginario collettivo, il rispetto dell’ambiente e della città in cui viviamo, è un fatto culturale e di senso civico. Per questo, con spirito collaborativo, invitiamo sempre i cittadini a segnalare gli scempi ambientali di cui vengono a conoscenza alle autorità preposte e al Comune di appartenenza. L’auspicio è che tale servizio, quindi, possa durare più a lungo possibile”.




La polizia municipale di Sassari ha la sua unità cinofila: Prime uscite in centro per il pastore belga Thor, con la sua conduttrice

SASSARI. Quello di Sassari è tra i primi comandi della polizia municipale in Italia a dotarsi dell’unità cinofila. Il cane che sarà affiancato agli agenti per i servizi in città si chiama “Thor”, è un pastore belga nero che in questi giorni sta completando il programma di addestramento. Una formazione che riguarda anche i “conduttori” che sono impegnati nelle attività in collaborazione con la facoltà Veterinaria dell’Università di Sassari (l’iniziativa è seguita dalla dottoressa Cocco d’intesa con il direttore del Dipartimento Eraldo Sanna Passino che ha sottoscritto il protocollo d’intesa con il dirigente della polizia municipale Gianni Serra).

Ieri mattina “Thor” – accanto alla conduttrice – è stato notato con curiosità in piazza d’Italia e nelle zone adiacenti, impegnato nella fase di addestramento più delicata, quella che deve creare piena sintonia tra il cane “specialista” e l’operatore di polizia. Attento e curioso, “Thor” ha annusato il contenuto di cestini, ha fiutato il passaggio delle persone, ha gironzolato tra la gente sotto i portici come se fosse già all’opera.

L’attività di addestramento – secondo il programma predisposto dagli esperti della Facoltà di Veterinaria di Sassari – verrà completata tra qualche settimana e solo allora “Thor” entrerà ufficialmente in servizio. L’obiettivo della polizia municipale è quello di utilizzare il cane nei servizi specifici che richiedono – appunto – la specialità delle unità cinofile. Quindi controlli antidroga davanti alle scuole, nei giardini pubblici e in altre aree frequentate da giovanissimi. Ma il

pastore belga sarà accanto agli “agenti di prossimità”, che quotidianamente effettuano servizi di prevenzione e controllo nei quartieri, per dare il proprio prezioso contributo. Il nuovo arrivato per ora viene coccolato dal personale della polizia municipale, ed è già il beniamino di tutti.




Empoli: Polizia municipale, ora si cambia davvero

 

 

Consorzio di Polizia Municipale: Unione Circondario Empolese Valdelsa

Empoli, 22 febbraio 2018 – Il corpo di polizia municipale ha un nuovo assetto. A seguito del tanto discusso trasferimento degli agenti dai Comuni all’Unione, avvenuto il 1 gennaio scorso, la giunta di piazza della Vittoria ha deliberato la riorganizzazione dell’intero servizio, dividendolo in strutture accentrate e decentrate e definendo mansioni e compiti. La nuova forma assunta dal corpo dei vigili è di tipo ‘a rete’ con un comando cui spettano funzioni di direzione e coordinamento (al vertice il comandante Annalisa Maritan), nuclei centrali e nuclei territoriali. I primi sono inseriti nel comando e si articolano in unità operative complesse (Uoc), che a loro volta si possono suddividere in unità operative semplici (Uos).

Sono unità operative complesse lo ‘staff’ che si occupa di verbali e riscossioni coattive, contenziosi, affari generali e protezioni civile; e gli ‘uffici specializzati centrali’: centrale operativa, ufficio servizi, ufficio infortunistica e polizia giudiziaria. Cinque sono invece le strutture decentrate (nuclei territoriali): Empoli, Valdarno (Fucecchio e Cerreto Guidi), Montelupo-Vinci-Capraia e Limite, Valdelsa Ovest (Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montaione) e Valdelsa Est (Certaldo e Montespertoli). I nuclei territoriali, cui spetta il controllo del territorio, saranno dotati di presidi in ciascun Comune allo scopo di mantenere un rapporto diretto con i cittadini e le amministrazioni. Alla luce dell’attuale carenza di organico, il personale attualmente assegnato al Nops (nucleo specializzato unionale di pronto intervento che interviene su incidenti e richieste che arrivano dalla centrale operativa), viene temporaneamente assegnato ai nuclei.

«Con questa riorganizzazione – spiega Alessio Spinelli sindaco di Fucecchio, con delega alla polizia municipale per l’Unione – abbiamo voluto rafforzare i presidi territoriali. Il personale sarà ridistribuito in modo da offrire più servizi, affinché i cittadini percepiscano maggiormente la presenza dei vigili sul territorio». Anche la scelta di sospendere il Nops va in questa direzione. «Questo servizio, che di fatto gli agenti svolgevano in auto, veniva poco avvertito dalla comunità. Così, anche a fronte dell’attuale carenza di personale, abbiamo deciso di sospenderlo». Sulle nuove assunzioni (8 agenti in più), Spinelli assicura che le pratiche sono state avviate: «Stiamo attingendo da graduatorie aperte in altri comuni. Sono pratiche veloci che pensiamo di chiudere in tempi brevi».

di IRENE PUCCIONI