Terremoto Abruzzo 2009 soccorso della POLIZIA MUNICIPALE

I Comuni irpini in soccorso dei Comuni abruzzesi – La Polizia Locale irpina a sostegno della Polizia Locale abruzzese. LACEDONIA (Avellino) Si è conclusa il 20 giugno la prima fase di soccorso alle popolazioni terremotate da parte della Polizia Locale di Lacedonia. A seguito del sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito pesantemente i Comuni della Provincia de L’Aquila, numerosi Sindaci dei Comuni della provincia di Avellino hanno stretto un “patto” di solidarietà per adottare un comune in terra d’Abruzzo, tra cui il Prof. Mario Rizzi Sindaco di Lacedonia, il quale è stato uno dei primi ad attivarsi per l’adozione e precisamente quello di Villa Sant’Angelo in provincia di L’Aquila. ins 29.06.2009 G.aiello

Terremoto Abruzzo 2009 – I Comuni irpini in soccorso dei Comuni abruzzesi – La Polizia Locale irpina a sostegno della Polizia Locale abruzzese.

LACEDONIA (Avellino) Si è conclusa il 20 giugno la prima fase di soccorso alle popolazioni terremotate da parte della Polizia Locale di Lacedonia.

A seguito del sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito pesantemente i Comuni della Provincia de L’Aquila, numerosi Sindaci dei Comuni della provincia di Avellino hanno stretto un “patto” di solidarietà per adottare un comune in terra d’Abruzzo, tra cui il Prof. Mario Rizzi Sindaco di Lacedonia, il quale è stato uno dei primi ad attivarsi per l’adozione e precisamente quello di Villa Sant’Angelo in provincia di L’Aquila. Successivamente lo stesso Comune irpino si è attivato al fine di fornire un supporto concreto e organico alle amministrazioni dei territori interessati da tale triste evento inviando in missione di Rinforzo e Supporto il Commissario Michele Caponigro Comandante della Polizia Locale nonché Responsabile della Protezione Civile Locale. Nella giornata del 10 giugno scorso, a testimonianza della solidarietà e della vicinanza alle popolazioni terremotate il Comandante della Polizia Locale di Lacedonia (Av) Comm. Michele Caponigro unitamente al Comandante della Polizia Locale di Molinella (Bo) Comm. Capo Giovanni Pezzoli e all’Agente Solmi Sanzio, è giunto nelle zone colpite dal terremoto e precisamente nell’Area del COM 4 del Comune di Rocca di Mezzo in provincia di L’Aquila , ad una altitudine di 1400 metri sul livello del mare, territorio vastissimo con annesse 4 frazioni molto popolate. La missione denominata COLONNA MOBILE BLU 1 composta da operatori della Polizia Municipale è stata organizzata dal COSINT – Corpi Sanitari Internazionali Forze Volontarie di Pace, in collaborazione con il CESISS, con il SASS e dal Nucleo di Coordinamento logistico composto dal Comandante Giovanni NABISSI della Polizia Municipale del Comune di COLMURANO (MC).Il contingente della Polizia Locale è stato messo a disposizione gratuitamente in segno di solidarietà alle comunità terremotate ai sensi dell’art. 4 della Legge Quadro sulla Polizia Municipale n° 65 del 1986 dai rispettivi comuni di provenienza,intervenendo a supporto dei colleghi in modo diretto senza intermediazione alcuna da parte di altre Autorità se non quelle del Sindaco e del Prefetto. La missione è durata circa 10 giorni e proseguirà con l’invio di altri Operatori. La presenza del Comandante Caponigro, del Comandante Pezzoli e dell’Agente Solmi nell’ambito della funzione di supporto e accompagnamento alla popolazioni, è stata di grande aiuto al personale esiguo e all’Amministrazione Comunale di Rocca di Mezzo soprattutto per quanto concerne la funzione di polizia di prossimità con particolare attenzione alle tendopoli adibite all’accoglienza della popolazione,all’espletamento delle attività di regolazione del traffico onde assicurare un’ordinata viabilità stradale per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e dei mezzi operativi, al censimento e agli interventi sugli immobili comunali in collaborazione costante con le squadre dei Vigili del Fuoco. La nostra missione di solidarietà concreta e organica alle amministrazioni dei territori interessati, è stata incentrata nella vera vocazione alla PROSSIMITA’ ed al contatto diretto con i cittadini. Abbiamo potuto constatare che numerosi piccoli Comuni erano totalmente sprovvisti di ogni minimo supporto, tanto che anche numerose tendopoli dei Comuni dispersi sull’Appennino Abruzzese di notte erano privi di ogni servizio di guardia e sicurezza. Abbiamo dato priorità all’ascolto dei sopravvissuti presenti nelle tendopoli e a dare supporto ai bambini e anziani per ricostruire insieme la quotidianità. Durante tutta la missione ci siamo raccordati con il Sindaco, unico responsabile della P.M. e del segretario comunale offrendo in nostro contributo all’amministrazione comunale di Rocca di Mezzo nella delicata gestione del post-sisma, accompagnandola con la nostra professionalità al ritorno verso la piena ripresa delle attività istituzionali ordinarie. Durante la missione nel comune abruzzese il personale della P.M. ha collaborato strettamente presso il Campo Base con i volontari della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile di Milano e di Padova e operato in sinergia nel vasto territorio di competenza con il gruppo della Polizia Locale di Olbia. Grandissimo e vivo apprezzamento per il nostro contributo (alle soglie della commozione) è stato espresso dal Sindaco del “piccolo” Comune abruzzese Ing. Emilio Nusca il quale ha tenuto a puntualizzare che tale iniziativa è stata veramente efficace ed utile, e a dimostrazione della vicinanza dell’intera comunità, il Sindaco a nome suo e del Consiglio Comunale ha conferito alla fine della missione al Com.te Caponigro, al Com.te Pezzoli e all’Agente Solmi un encomio solenne per aver “operato con spiccata professionalità, totale abnegazione e senso del dovere, assicurando un contributo significativo alla sicurezza della comunità”. Un attestato di ringraziamento è giunto ai Comandanti anche da parte del Sindaco di Ovindoli altro comune terremotato e dalla Squadra dei Vigili del Fuoco di Pistoia , persone fantastiche e coraggiose, per la preziosa collaborazione prestata durante le operazioni di soccorso alle popolazioni terremotate e negli interventi di messa in sicurezza degli immobili inagibili.

Secondo noi è’ stata un’esperienza indimenticabile, interessantissima dal punto di vista umano e professionale e qui rivolgo l’invito ai numerosi colleghi della polizia locale di attivarsi per dare una mano ai colleghi ed alle popolazioni dei comuni abruzzesi affinché insieme si possa dare un domani migliore.

SI RINGRAZIA PER LA PUBBLICAZIONE

Comm. Michele Caponigro

Com.te della Polizia Locale di Lacedonia – Av




CRONACA DI CAGLIARI: TIRI CON LA PISTOLA VITTORIA DELLA POLIZIA MUNICIPALE

La Polizia municipale si aggiudica la gara dei cecchini Staccate Finanza e Polizia Lunedì 25 maggio 2009
M agari è un azzardo affermare che i vigili urbani sparino meglio di carabinieri, finanzieri e poliziotti, ma certo la classifica del primo “Trofeo interforze di tiro a segno” non è di quelle che possono passare inosservate. Una delle tre squadre della Polizia municipale ha vinto la competizione, davanti a due formazioni composte da finanzieri. Dietro tutti gli altri, compresi i tiratori della Polizia di Stato e quelli dei Carabinieri. Nell’individuale, a tu per tu col bersaglio, ha trionfato invece l’appuntato Giovanni Baldino (Guardia di Finanza), davanti al collega finanziere scelto Davide Mannino, vincitore anche della specialità del tiro celere, e al vice sovraintendente Alessandro Scano della Polizia di Stato.
SANA COMPETIZIONE Nessuna rivalità nello sport, ma solo quello spirito di amicizia e collaborazione che le forze dell’ordine garantiscono tutti i giorni quando pattugliano le strade della città. L’aria che si respirava sabato mattina al poligono di Elmas, impianto che ha ospitato il primo trofeo interforze di Cagliari, era quella della grande festa dello sport. Tutto organizzato in amicizia, come accade per alcuni tornei aziendali, ma con quel pizzico di competizione che ha permesso ai partecipanti di mantenere per tutta la gara punteggi molto alti. Tre tiratori per ogni squadra e tre formazioni a testa per ciascuna delle quattro forze di polizia: Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e, per l’appunto, la Polizia municipale che ha avuto l’idea di organizzare la prima edizione della manifestazione.

IL REGOLAMENTO Poche regole, ma valide per tutti. Bersaglio a venticinque metri e obbligo di indossare ciascuno la divisa d’ordinanza durante la gara. Non solo. Alla gara poteva partecipare chi sabato non era in servizio, ma solo gli agenti che operano su Cagliari. In più ciascuno doveva utilizzare la propria pistola, quella che ogni giorno viene tenuta carica nella fondina. ‘Non è stato facile – racconta il vigile Sandro Mura, tra gli organizzatori e, neanche a dirlo, uno dei tre tiratori che ha vinto la gara a squadre – ci sono voluti due mesi di lavoro perché ogni forza di polizia ha un proprio regolamento sull’utilizzo della divisa fuori dal servizio e, soprattutto, su quando e come deve essere utilizzata l’arma di ordinanza’. Superati gli intoppi burocratici e trovato un regolamento comune e condiviso, sabato mattina al trofeo si sono iscritti 32 tiratori (pagando ciascuno le munizioni utilizzate): oltre ai vigili urbani, anche carabinieri della Compagnia di Cagliari (alcuni in servizio nelle caserme di via Nuoro e Stampace, altri del Nucleo radiomobile o distaccati alla Banca d’Italia), agenti del Commissariato di Sant’Avendrace, della Polizia Scientifica e della Stradale ed un gruppo di finanzieri del Comando provinciale di viale Diaz. Gli agenti della municipale hanno sparato con la Beretta 9×21 o la 765, tutti gli altri con la Beretta 9×19.

I RISULTATI «La gara è stata di ottimo livello perché tutti hanno registrato punteggi molto alti – prosegue Mura – un dato che ci ha confermato anche Pierpaolo Nieddu, presidente del Tiro a segno nazionale sezione di Cagliari. Come squadra siamo andati benissimo, ma c’è da dire che noi gareggiavamo con la squadra che regolarmente partecipa a questo genere di competizioni. Ogni modo, le altre forze di polizia si allenano decisamente di più». Archiviato il risultato della prima manifestazione, c’è da segnalare un dato fondamentale: Carabinieri, Polizia e Finanza non hanno schierato i rispettivi tiratori scelti, anche perché lo spirito della manifestazione non era agonistico ma proprio quello del ritrovo fuori dal servizio. Il risultato, in ogni caso, ha visto trionfare la squadra composta da Sandro Mura, Giuseppe Mancosu e Giorgio Zangaris (Polizia Municipale). La seconda (Guardia di Finanza) da Luigi Piras, Aldo Crapisi e Davide Mannino, mentre hanno chiuso il podio Massimiliano Deidda, Massimo Galistru e Giovanni Baldino (Guardia di Finanza).

FRANCESCO PINNA




MARCOPOLO CALABRIA: Presentato il corso di formazione dei 24 vigili urbani di Reggio Calabria

Entro i primi giorni del prossimo mese di aprile, 24 nuovi agenti di polizia municipale saranno in servizio. Nel corso di una conferenza stampa è stato infatti illustrato il percorso formativo che i neo assunti andranno a svolgere. Sicuramente l’ingresso dei neo assunti porterà un valido contributo all’azione messa in campo dall’Ottimo comandante Alfredo PRIOLO socio MARCOPOLO. G aiello 25.02.2009

All’incontro con gli operatori dell’informazione erano presenti il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti, l’assessore comunale ai trasporti Amedeo Canale ed il comandante della polizia municipale Alfredo Priolo. A breve infatti avrà inizio la prima parte della formazione degli agenti che durerà quattro settimane e si svolgerà in aula. Le altre due rimanenti settimane verranno effettuate in strada con personale esperto ed in aula. Tra i formatori ci sarà anche il comandante della polizia municipale di Milano Emiliano Bezzon. Nel corso della conferenza il Sindaco Scopelliti ha ringraziato la commissione che ha proceduto a selezionare i nuovi agenti formata dal comandante Priolo, dall’ufficiale della guarda di Finanza Barbieri e dal vicequestore Trotta. Oltre 3000 furono le domande presentante e circa 1100 i partecipanti al concorso. “Il nostro obiettivo è quello di esaurire la graduatoria dei 50 idonei entro il 2011 ma oltre la volontà amministrativa – ha sottolineato il Sindaco Scopelliti – dobbiamo rispettare la normativa nazionale in tema di assunzioni ed i pensionamenti dal corpo”. “I nostri agenti sono stati presi a modello da altre città d’Italia e ciò non può che inorgoglirci ed attesta le grandi capacità dei nostri uomini – ha sottolineato l’assessore Amedeo Canale”. Il comandante Alfredo Priolo, nell’illustrare il percorso formativo, ha dichiarato che “esperti del settore formeranno i 24 nuovi vigili urbani. Si tratta di formatori di alto livello che certamente daranno le giuste basi per far svolgere nel migliore dei modi questa delicata professione”.




MARCOPOLO REGIONE LAZIO: Minturno Rifiuti abbandonati e bruciati, indagini della polizia municipale

Continua l’opera della polizia municipale della regione Campania per fronteggiare e debellare il FENOMENO DEGLI ABBANDONI DI RIFIUTI a Minturno le indagini affidate alla polizia municipale. Eternit, sanitari, frutta marcia, frammenti edilizi e documenti sono stati abbandonati e bruciati da ignoti in località Peccennone, a Marina di Minturno, a pochi metri dal mare. Ma gli autori di questo ennesimo attentato all’ambiente potrebbero essere individuati a breve dalla polizia municipale, la quale, intervenuta sul posto, ha trovato anche delle tracce cartacee che porterebbero all’autore del gesto. Fonte Gianni Ciufo il Tempo 23.02.2009

L’episodio è stato segnalato da alcuni abitanti della zona, che avevano notato la marea di rifiuti gettati in un’area che tra l’altro è sottoposta a vincoli paesistici e archeologici. Sono stati avvisati i vigili urbani, ma nel frattempo, qualcuno, forse l’autore del gesto, ha appiccato il fuoco per cercare di non lasciare tracce. Un tentativo che, però, non è andato a buon fine, in quanto le fiamme non hanno distrutto tutti i rifiuti. Gli agenti della Municipale di Minturno sono riusciti lo stesso a trovare dei documenti che dovrebbero portare all’identificazione dell’autore dell’episodio. Si dovrebbe trattare di un cittadino del luogo, proprietario di un camion, il quale aveva ricevuto l’incarico di smaltire i rifiuti, alcuni molto inquinanti, e così ha pensato di gettarli in via Peccennone, una strada ubicata nella zona di Pantano Arenile, a Marina di Minturno. Un’area dove insistono poco abitazioni e dove è più facile sbarazzarsi dei rifiuti senza essere notati, come, purtroppo è accaduto anche in passato. Specie in estate, infatti, non è raro vedere frigoriferi, sanitaria, materassi abbandonati ai lati di via Peccennone.
Purtroppo non è il primo caso che si verifica nel territorio comunale, troppo spesso preso di mira da gente senza scrupoli. Qualche mese fa gli stessi vigili urbani denunciarono una coppia di coniugi i quali avevano fatto smaltire dei loro rifiuti al proprietario di un camion, il quale, invece, abbandonò il tutto in una zona situata alla periferia di Minturno, ai confini con Spigno Saturnia. In quella circostanza furono tutti denunciati.

Fonte Gianni Ciufo il Tempo 23.02.2009




EMERGENZA RIFIUTI, ANCHE IN CALABRIA COME IN CAMPANIA E’ STATO DICHIARATO LO STATO di EMERGEZA

CALABRIA dichiarato lo stato di emrgenza dei rifitui fino al 31 Dicembre 2009, Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Alle particolari ipotesi di illeciti in materia di rifiuti Si applicano le norme sanzionatorie previste dall’art 6 della legge 210/2008. ( che puoi qui scaricare in allegati) Dr. Giuseppe Aiello, 9.02.2009

ANCHE IN CALABRIA COME IN CAMPANIA E’ STATO DICHIARATO LO STATO di EMERGEZA RIFIUTI

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225.

Alle particolari ipotesi di illeciti in materia di rifiuti Si applicano le norme sanzionatorie previste dall’art 6 della legge 210 /2008.

per scaricare i testi normativi in questione( Dpcm 18 Dicembre 2008 e L. 210/2008) vai in allegati

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La redazione 10.02.2009

G. Aiello

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 18 dicembre 2008

Dichiarazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti urbani nel territorio della regione Calabria. (GU n. 1 del 2-1-2009 )

IL PRESIDENTE

DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;

Visto l’art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;

Vista l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3645 del 22 gennaio 2008 e successive modifiche ed integrazioni;

Viste le note del 18 e del 20 novembre 2008 con cui,

rispettivamente, il Commissario delegato ex ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3645 del 22 gennaio 2008 e successive modifiche ed integrazioni ed il Presidente della Regione Calabria hanno richiesto la dichiarazione dello stato di emergenza;

Considerato l’aggravamento del contesto di criticita’ in atto nel territorio della regione Calabria nel settore dei rifiuti urbani,

suscettibile di compromettere gravemente i diritti fondamentali della popolazione residente, esposta a rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale;

Ravvisata la necessita’ di assicurare la prosecuzione,

limitatamente al settore dei rifiuti urbani, delle iniziative di carattere straordinario ed urgente con particolare riferimento alla realizzazione di nuovi siti da adibire a discarica per lo smaltimento degli scarti derivanti dalla lavorazione dei rifiuti e dei rifiuti

urbani, da utilizzare nelle more della realizzazione degli ulteriori impianti di trattamento e smaltimento previsti nel Piano regionale dei rifiuti;

Vista la nota del Commissario delegato per la situazione di criticita’ ambientale nel territorio della regione Calabria del 18 novembre 2008;

Ritenuto pertanto, che ricorrono nella fattispecie i presupposti previsti dall’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225,per la dichiarazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Calabria;

Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004 recante: «Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all’attivita’ contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario»;

Acquisita l’intesa della regione Calabria con la sopra citata nota del 20 novembre 2008;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 dicembre 2008;

Decreta:

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e sulla base delle motivazioni di cui in premessa, e’ dichiarato, sino al 31 dicembre 2009, lo stato d’emergenza nel settore dei rifiuti urbani nel territorio della regione Calabria.

Il presente decreto verra’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 18 dicembre 2008

Il Presidente: Berlusconi

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le new sull’argomento

Reggio Calabria, 3 feb. (Ufficio Stampa Comune di Reggio Calabria)

– Il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti ha emesso un avviso alla cittadinanza relativo alla disciplina sanzionatoria inerente le misure per fronteggiare l’emergenza nell’ambito dello smaltimento dei rifiuti. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, infatti, è stato prorogato sino al 31 dicembre di quest’anno lo stato di emergenza nel settore dei rifiuti urbani sul territorio regionale e sono state approvate le misure straordinarie per fronteggiare la stessa, nonché quelle relative alla tutela ambientale. Tale norma trova applicazione “nei territori in cui vige lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti”, così come quanto disposto dall’articolo 6 della legge 210 del 30 dicembre 2008.

Quest’ultimo prevede delle precise sanzioni.

Nel dettaglio, “chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee o incendia rifiuti pericolosi, ingombranti domestici e non, è punito con reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l’abbandono, il deposito o l’immissione riguarda rifiuti diversi si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. I titolari di imprese ed i responsabili di Enti che abbandonano, scaricano o depositano sul suolo e nel sottosuolo in modo incontrollato e presso siti non autorizzati, incendiano rifiuti o li immettono nelle acque superficiali o sotterranee, sono puniti con la reclusione da 3 mesi a 4 anni se si tratta di rifiuti non pericolosi, viceversa da 6 mesi a 5 anni. Se i fatti sono compiuti con colpa il responsabile è punito con l’arresto da uno ad otto mesi se i rifiuti non risultano pericolosi, altrimenti da sei mesi ad un anno”.

Si legge ancora nell’avviso: “Chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza dell’autorizzazione, iscrizione o comunicazione prescritte dalla normativa vigente è punito per rifiuti non pericolosi con la reclusione da 6 mesi a 4 anni, nonché con la muta da 10 mila a 30 mila euro, al contrario con la reclusione da 1 a 6 anni e una multa da 15 mila euro. Chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata è punito con la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 5 anni”.

Ed inoltre: “Chiunque realizza o gestisce una discarica non autorizzata è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anno e con la multa da ventimila a sessantamila euro. Si applica la pena della reclusione da due a sette anni e della multa da cinquantamila euro a centomila euro se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi; alla sentenza consegue la confisca dell’area sulla quale è realizzata la discarica abusiva se di proprietà dell’autore del reato, fatti salvi gli obblighi di bonifica o di rispetto dello stato dei luoghi; è punito anche chi effettua attività di miscelazione di categorie diverse di rifiuti pericolosi o rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi. Chiunque effettua il deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi, è punito con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da diecimila a quarantamila euro, ovvero con la pena dell’arresto da tre mesi a un anno se il fatto è commesso per colpa. Si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da duemilaseicento a quindicimilacinquecento euro per quantitativi non superiori a duecento litri o quantità equivalenti. Per tutte le fattispecie penali poste in essere con l’uso di un veicolo, si procede, nel corso delle indagini preliminari, al sequestro preventivo del medesimo veicolo. Alla sentenza di condanna consegue la confisca del veicolo”.

23 gennaio, 2009

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Rifiuti, Sottile nominato Commissario delegato per il superamento della situazione di emergenza

ROMA – Goffredo Sottile e’ stato nominato Commissario delegato per il superamento della situazione di emergenza nel settore dei rifiuti urbani nel territorio della regione Calabria. La nomina e’ avvenuta con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dopo la dichiarazione della stato di emergenza, fino al 31 dicembre 2009, disposta dal Consiglio dei Ministri il 18 dicembre dello scorso anno.

Sub-Commissario delegato e’ stato nominato l’avvocato Antonio Falvo.

Tra le attivita’ del Commissario figurano quelle relative ai lavori di realizzazione e della gestione delle discariche di servizio per lo smaltimento degli scarti derivanti dalla lavorazione dei rifiuti, gia’ individuate o da individuarsi d’intesa con i Presidenti della Province ed i Sindaci dei Comuni interessati; lavori di realizzazione e gestione delle discariche di smaltimento dei rifiuti urbani da realizzarsi nelle more della realizzazione degli impianti tecnologici previsti nel piano regionale dei rifiuti, da individuarsi nei comuni di Casignana (Reggio Calabria), Santa Maria del Cedro, San Giovanni in Fiore, Castrolibero e Cassano allo Ionio (Cosenza).

Previsto anche il supporto alla Regione Calabria nelle iniziative necessarie al rientro nella gestione ordinaria, nonche’ l’espletamento delle procedure necessarie al definitivo trasferimento delle opere e degli interventi realizzati e da realizzarsi e della relativa documentazione amministrativa e contabile agli enti ordinariamente competenti.

strill.it

categorie: ambiente

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La redazione 10.02.2009

G. Aiello




POLIZIA MUNICIPALE DI MODENA CONTROLLI IN UN APPARTAMENTO

I vigili scoprono un affittacamere abusivo Un ghanese di 44 anni aveva subaffittato un locale a due connazionali clandestini: è stato denunciato. Le verifiche sono scattate dopo le segnalazioni dei vicini, che avev ano sentito rumori molesti FONTE : IL RESTO DEL CARLINO 21.03.2009

Modena, 21 marzo 2009. Un ghanese di 44 anni è stato denunciato dagli agenti della Polizia municipale di Modena per avere subaffittato abusivamente un locale a due connazionali clandestini.

Gli operatori del nucleo problematiche del territorio hanno controllato un appartamento in via Poletti, dove erano segnalati rumori molesti e attività poco chiare. All’interno dell’abitazione gli agenti hanno individuato R.A, 44 anni, affittuario dell’appartamento e G.A, 27 anni, e A.G.A, 29 anni, tutti e tre ghanesi.

I due più giovani sono risultati clandestini: utilizzavano un locale dell’immobile, pagando a R. A. un canone di affitto di 300 euro al mese. R.A. è stato denunciato per sfruttamento dell’immigrazione clandestina, e sanzionato per avere effettuato l’attività di affittacamere abusivo




Cagliari: Polizia municipale sequestra grosso quantitativo di generi alimentari in vendita abusiva da cittadini straneri

Nel pomeriggio del 15 Gennaio 2009 gli uomini di Mario Delogu – Comandante della Polizia Municipale di Cagliari sono intervenuti, per effettuare dei controlli amministrativi, conseguenti ad alcune segnalazioni pervenute, nello spazio antistante i parcheggi ACI siti a ridosso del distributore AGIP della P.zza Amendola, l’operazione si è conclusa con un maxi sequestro e sanzioni amministrative. ( G. Aiello inserito 16.01.2009)

Nel pomeriggio del 15 Gennaio 2009 personale appartenente al Corpo di Polizia Municipale di Cagliari è intervenuto, nella locale P.zza Amendola, per effettuare dei controlli amministrativi, conseguenti ad alcune segnalazioni pervenute, nello spazio antistante i parcheggi ACI siti a ridosso del distributore AGIP della P.zza Amendola,.

Nella circostanza si accertava la presenza di cittadini stranieri che, con l’ausilio di alcuni furgoni, effettuavano la vendita abusiva di prodotti alimentari di vario genere molti dei quali, in un successivo controllo, risultavano scaduti : salumi , insaccati di vario genere, dolciumi, confezioni di uova di caviale, aringhe, pane, cioccolato, pesce inscatolato, conserve di vario genere.

Un notevole quantitativo di generi alimentari, venduti al minuto in libero mercato sulla piazza e senza autorizzazione, sono stati quindi sequestrati a norma dell’art. 15 della L.R. 18 Maggio 2006 n° 5 ( Legge Regionale sul Commercio) ed a norma dell’art. 18 comma 1 e art. 17 della medesima legge sanzionati con 5000 euro con la sanzione accessoria prevista del sequestro ai fini della confisca e relativo conferimento delle merci per la loro distruzione .

Si è provveduto inoltre a sanzionare i relativi conducenti dei veicoli interessati a norma dell’ art. 135 comma 2 e 4 del C.d.S. per possesso di patente estera non conforme (con sanzione pari a 78 euro).

Fonte Ufficio stampa Comune di Cagliari




NOTIZIE DAI COMANDI: OPERAZIONE DEI VIGILI URBANI DELL’VIII GRUPPO di Roma

OPERAZIONE DEI VIGILI URBANI DELL’viii GRUPPO di Roma Abusava di bimbe e delle loro madri,arrestato guru di setta new age Omar Danilo Speranza, fondatore di «Re Maya», è accusato di violenza sessuale e truffa aggravata FONTE: http://www.amicib.org/?p=6098

POLIZIA MUNICIPALE DI ROMA:

ROMA – Abusava sessualmente di bimbe di 10-12 anni e delle loro madri e otteneva denaro con l’inganno. Per questo Danilo Speranza, 62 anni, romano, «guru» indiscusso della setta «Re Maya», con mille adepti, è stato arrestato dagli agenti della polizia municipale di Roma dell’VIII Gruppo diretto dal comandante Antonio Di Maggio. Deve rispondere di violenza sessuale e truffa aggravata. «Mi sento male» avrebbe detto l’uomo agli agenti al momento dell’arresto. Il Campidoglio ha annunciato che si costituirà come parte civile nel processo contro Speranza.

LE INDAGINI – In corso perquisizioni tra Roma e provincia in particolare Tivoli nelle abitazioni di soggetti legati al «guru» della setta. Al momento sono 15 le perquisizioni effettuate tra Roma e provincia. Le indagini della polizia municipale sono scattate circa 1 anno e mezzo fa da numerose denunce di minorenni e madri che raccontavano di violenze sessuali ed estorsioni compiute dall’uomo, guru di un’associazione dedita allo yoga e a terapie orientali con sede a via dei Sabelli, nel quartiere San Lorenzo. Per gli investigatori si trattava di rapporti «molto violenti» ai danni di bambini tra i 10 e i 12 anni e di alcune madri alle quali estorceva denaro. «La setta aveva sede nel centro di Roma – ha spiegato Di Maggio – ma i reati venivano consumati anche nella zona nord della Capitale e in provincia, fino a Fiano Romano e nella provincia di Tivoli. Il gruppo contava un migliaio di adepti che venivano coinvolti ufficialmente in attività di yoga o comunque legati a filosofie orientali. In realtà, la persona arrestata svolgeva attività di violenza sessuale, anche su ragazze minorenni, e chiedeva soldi per strane ricerche sul dna o su un fantomatico disintegratore molecolare».

«MODIFICARE IL KARMA» – La violenza sessuale che Danilo Speranza ripeteva periodicamente sulle bambine, figlie di adepte della sua setta, veniva giustificata dalla «necessità di modificare il karma delle bambine e trasmetterle a tale scopo il suo Dna sano e curativo che avrebbe impedito il compimento del suo negativo destino e risparmiato alla madre le sofferenze altrimenti inevitabili». È quanto si legge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Tivoli Cecilia Angrisano e che ha portato in carcere Speranza. Il Guru, secondo quanto emerso dalle indagini degli agenti diretti dal comandante Di Maggio, avviate su richiesta del centro antiviolenza della Provincia di Roma che ha raccolto, gli agghiaccianti racconti di almeno due ragazzine, aveva la capacità di condizionare psicologicamente le persone. Un condizionamento che passava – si legge nell’ordinanza- attraverso minacce e arrivando a «terrorizzare le ragazzine facendo temere che lui avesse poteri sovrannaturali». Tra le intimidazioni quella di «escluderle dall’associazione Maya» dentro la quale sono cresciute fin dai primi mesi o anni di vita, quindi «dall’unico mondo che conoscono» e di «privarle della considerazione e della benevolenza delle loro madri e degli altri adulti che frequentano». Le due piccole vittime, nel 2007 secondo quanto emerge dai racconti, si alleano, mentre il «Settimo saggio», anche così si faceva chiamare Speranza, le costringe a giochi sessuali cercando anche di indurle a rapporti a tre.

SETTA NEW AGE – Dalle indagini è emerso anche il tentativo di Speranza di accreditarsi tra associazioni islamiche di musulmani con sedi prima Napoli poi a Roma. Infatti fino a un anno fa è stato presidente dell’Associazione Musulmani italiani. L’uomo convinceva anche le madri ad affidare ad altre famiglie i propri figli e si faceva intestare contratti di negozi grazie alla copertura della comunità new age «Re Maya» da lui fondata negli anni ‘80 per disintossicazione da droga, corsi di yoga e filosofia. Danilo Speranza è stato arrestato in zona Montesacro in uno dei luoghi di sua frequentazione: è accusato di violenza sessuale anche su minori, truffa aggravata e false dichiarazioni all’autorità giudiziaria ma rischia anche l’accusa di riduzione in schiavitù. L’uomo, secondo quanto riferisce la polizia municipale, avrebbe inoltre messo a segno truffe nei confronti di altri associati, chiedendo loro forti somme di denaro. Complessivamente sono 20 le vittime di violenza sessuale e di truffa accertate. L’ordine di arresto è partito del Procuratore capo di Tivoli Luigi De Ficchy, che con i due pm Maria Teresa Pena e Stefania Stefania ha accolto la richiesta del gip Cecilia Angrisano.

L’ASSOCIAZIONE – I progetti delle Associazioni Maya, come si leggeva sul sito, spaziavano dalle case di reclusione alle case famiglia, passando per i corsi di yoga. Il tutto basato sulla «parola amore», secondo le parole usate sul sito web: «Il sentire il valore della parola ‘amorè ad un livello interiore più profondo, si esprime nell’aiuto e nella solidarietà rivolta a persone disagiate, in condizioni di vita precarie e bisognose di sostegno – spiegava la pagina Web – Le specifiche individualità (classe sociale, cultura, professione, reddito, età, etc.) di ogni socio hanno condotto alla formazione di sinergie atte ad affrontare fattivamente vari problemi di disagio sociale, sviluppando nel reale i contenuti della ricerca interiore. A tal fine sono state elaborate forme di intervento in cui il substrato tecnico-professionale dei volontari si integrasse con le loro esperienze personali, senza prevaricare il carattere spontaneo dell’azione. Ogni iniziativa a livello sociale ha un carattere dinamico e si modifica in relazione alle innovazioni nelle varie metodologie di intervento. In ogni caso i modelli proposti presuppongono un’azione a diversi livelli, cercando sempre di garantire il rispetto dell’individuo, nella complessità dei suoi bisogni».




LASPEZIA Travolta da un ambulante abusivo donna fa causa alla Polizia municipale

Travolta in strada da un venditore ambulante extracomunitario, fa causa al Comune. Una 65enne spezzina prima di Natale si trovava in corso Garibaldi durante il mercato mentre era in corso un servizio di controllo della polizia municipale per contrastare l’abusivismo commerciale. Un senegalese, scappando, ha travolto la donna che è finita al pronto soccorso. G. Aiello su Fonte : LA NAZIONE

Episodio singolare quello accaduto a La Spezia il 12 gennaio 2009 – unica, la motivazione assunta da una sessantacinquenne spezzina che si è rivolta al suo legale, chiamando in causa l’amministrazione comunale, perché è stata travolta in strada da un venditore ambulante extracomunitario che fuggiva. Per questo è stata ricoverata all’ospedale con fratture e contusioni in varie parti del colpo, soffrendo non poco.

CHIAMATI IN CAUSA GLI OPERATORI DELLA POLIZIA MUNICIPALI RESPONSABILI DI INSEGUIRE UN ABUSIVO.

AD inseguire lo straniero c’erano gli agenti della polizia municipale, che erano impegnati in un servizio di controllo sugli ambulanti clandestini. Secondo la donna, se loro non avessero inseguito l’extracomunitario, lei non sarebbe stata travolta e non sarebbe finita all’ospedale. L’episodio è accaduto prima di Natale mentre era in corso il mercatino proprio mentre era in corso uno dei consueti servizi della polizia municipale, in collaborazione con i poliziotti di quartiere, per contrastare l’abusivismo commerciale.

 Praticamente la donna si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Gli abusivi alla vista degli operatori sono scappati. Uno di loro, un senegalese alto come una montagna, mentre fuggiva inseguito ha trovato sulla sua strada la donna e l’ha letteralmente travolta. Ironia della sorte sono stati proprio i vigili a soccorrere la poveretta prima dell’intervento del 118 che l’ha portata all’ospedale. La stessa polizia municipale ha inoltrato un tempestivo rapporto all’autorità giudiziaria per il reato di lesioni a carico di ignoti, perché l’inseguimento del senegalese, a cui avevano collaborato anche polizia e carabinieri, non aveva dato esito.

Raccomandiamo massima cautela negli inseguimenti, a piedi, e soprattutto, prima di rincorrere un abusivo ricordatevi di avvisare (eventualemnte con le sirene in dotazione) e far spostare le vecchiette, con i tempi che corrono,  potremmo vederci costretti a risarcire i danni.

Giuseppe Aiello

Per leggere l’articolo vai sul sito: lanazione.ilsole24ore.com/laspezia/2009/01/12/143785-travolta_ambulante_abusivo.shtml




Verona. Il Tar boccia Tosi, sospesa l’ordinanza contro la prostituzione.

Pacchetto sicurezza Bocciata l’ordinaza antilucciole, Nel provvedimento del 2008 maximulte per le prestazioni sessuali in strada. Il sindaco: «Decisione aberrante» inserito il 10.01.2009

VERONA (9 gennaio) – Mentre il sindaco di Verona Flavio Tosi era impegnato a fronteggiare la protesta delle lucciole, che hanno manifestato contro l’ordinanza che di fatto vieta l’esercizio della prostituzione in casa, il Tar del Veneto ha provveduto ad anullare una precedente ordinanza emanata dal leghista in materia: quella dell’agosto 2008 che fissava maximulte (fino a 500 euro) per chi contratta in strada una prestazione sessuale.

Lo ha reso noto il Comitato per i diritti civili delle prostitute che aveva presentato ricorso al Tar lo scorso novembre e che esprime soddisfazione per questa sospensiva. «Finalmente uno spiraglio di giustizia – afferma Pia Covre, una delle fondatrici del Comitato e promotrice del ricorso – . La sospensiva dell’ordinanza significa che i giudici hanno reputato fondato il nostro ricorso e che c’è qualcosa di effettivamente sbagliato nell’operato del Sindaco».

Il Comitato ha poi informato che le persone che, sulla base dell’ordinanza, hanno ricevuto una multa e che non l’hanno ancora pagata, possono fare opposizione al giudice di pace citando la sentenza del Tar, datata 8 gennaio 2009. L’ordinanza vietava di “contrattare o concordare prestazioni sessuali a pagamento”; vietava di “intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano attività di meretricio”. Inoltre, identificava come operatrice del sesso anche solo attraverso “l’abbigliamento o le modalità comportamentali”.

La reazione di Tosi. «Una sentenza aberrante che legittima la prostituzione a riappropriarsi delle vie cittadine»: così il sindaco di Verona ha commentato l’ accoglimento del ricorso da parte del Tar del Veneto. «Non appena conosceremo le motivazioni della sospensiva ripresenteremo un’ordinanza sostanzialmente identica nei contenuti anche perché il provvedimento aveva dimostrato la sua efficacia facendo sparire quasi completamente la prostituzione dalle strade veronesi».

Il sindaco ricorda che a fine dicembre la seconda sezione del Tar Lazio si era espressa in modo opposto sull’ordinanza del sindaco Alemanno: «Era di fatto identica alla nostra e ciò fa capire che in Italia c’è un problema che riguarda l’amministrazione della giustizia che è ancor più grave di quanto già fosse evidente. Ricorreremo al Consiglio di Stato perché qualcuno ristabilisca un minimo di giustizia e di condotta uniforme da parte dei Tribunali amministrativi».

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