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In questo incessante dire, quasi tutti i commentatori hanno posto l’accento sulla circostanza che la nuova metodologia avrebbe portato una aggravamento del lavoro d’ufficio. A questo nuovo carico di lavoro eravamo preparati; ma al fatto che la patente a punti dovesse diventare una occasione di ingiustificata esplosione del carico di lavoro degli uffici e di accesa conflittualità con l’utenza, davvero non immaginavamo.

Sulla patente a punti si è detto molto; forse si è –perfino- detto troppo!

In questo incessante dire, quasi tutti i commentatori hanno posto l’accento sulla circostanza che la nuova metodologia avrebbe portato una aggravamento del lavoro d’ufficio.

A questo nuovo carico di lavoro eravamo preparati; ma al fatto che la patente a punti dovesse diventare una occasione di ingiustificata esplosione del carico di lavoro degli uffici e di accesa conflittualità con l’utenza, davvero non immaginavamo.

Per esigenza di brevità riduco la questione a due livelli di “sofferenza”.

1° livello di sofferenza

I Comandi di Polizia Municipale che,attraverso il proprio collegamento telematico, hanno intrapreso la comunicazione dei punti da decurtare alla A.N.A.G. hanno immediatamente potuto osservare che:

1. il softwere gestionale (di qualsiasi marca) in uso al Comando non è in grado d’interfacciarsi con il softwere gestionale che utilizza l’A.N.A.G.; da ciò deriva la spiacevole conseguenza della necessità di provvedere all’inserimento manuale dei dati delle patenti dei trasgressori e degli estremi delle violazioni, senza possibilità di attivare un trasferimento automatico di questi dati, sol, perché formattati in modo non leggibile dall’A.N.A.G.;

2. la connessione telefonica, di durata non breve, naturalmente interurbana, gravita sulle spese gestionali degli uffici di Polizia Municipale;

3. il collegamento all’A.N.A.G. è “gratuito” nel momento in cui si dimentichi che l’accesso ai dati dell’archivio, in sede di consultazione, resta, comunque a pagamento, per la polizia municipale.

Questo rilievo banale, articolato sui tre livelli sopra tracciati, di per sé stesso evidenzia quanto sia gravoso, per i Comandi di Polizia Municipale, gestire il sistema della patente a punti.

2° livello di sofferenza

La vicenda è tuttavia destinata ad aggravarsi quando il cittadino riceve, ritualmente, la comunicazione di decurtazione di punteggio da parte dell’A.N.A.G., come conseguenza dell’immissione di dati eseguita dal nostro Comando.

Una semplice lettura della comunicazione porta a concentrare lo sguardo su una stringa di chiusura della comunicazione.

La stringa di chiusura è la seguente: “le facciamo presente che qualunque comunicazione relativa ad una eventuale errata decurtazione del punteggio, dovrà essere inoltrata all’organo di polizia che ha accertato la violazione”.

Appare evidente che una simile modalità di comunicazione è destinata a far crescere il numero dei cittadini che, a torto o a ragione, si recheranno presso gli uffici di P.M. per ottenere una qualsiasi correzione o grazia.

Ho sentito la necessità di sviluppare, sul punto, un’articolata rimostranza.

La estendo a tutti i lettori di MARCOPOLO memore del proverbio: “una noce nel sacco non fa rumore”.

Se, di contro, il suo contenuto è condiviso, le noci che si agitano, crescendo di numero, potranno portare allo sviluppo di un rumore.

Se il rumore sarà sufficientemente forte, quanto meno, dovremo avere risposta, se non la eliminazione della ingiustificata prassi.

Pino Napolitano

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