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Sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania numero 33 del 26 maggio 2016, è stata pubblicata, la legge regionale n. 14 del 26 maggio 2016 a titolo “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”. Dott Giuseppe Aiello, 4 giugno 2016

Dott. Giuseppe Aiello, C.te Polizia municipale Lioni, AV

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania numero 33 del 26 maggio 2016, è stata pubblicata, la legge regionale n. 14 del 26 maggio 2016 a titolo “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”. Il provvedimento, a firma dell’assessore all’ambiente Fulvio Bonavitacola, è stato approvato a maggioranza, con 25 voti favorevoli, 6 contrari del centrodestra, 7 astenuti del M5S e 8 non votanti. Secondo il Presidente della Commissione Ambiente, Gennaro Oliviero (Pd), che ha introdotto in aula il disegno di legge, “il provvedimento mette in campo una serie di misure per adeguare la gestione dei rifiuti in Campania alle regole dell’Unione Europea, inadempimento costato all’Italia un’aspra condanna della Corte di giustizia europea. Essa si ispira al principio dell’economia circolare per la progettazione e la produzione di beni riutilizzabili e detta, quindi, disposizioni di riassetto della gestione dei rifiuti solidi urbani e di pianificazione regionale in materia di rifiuti speciali e per la bonifica dei siti inquinati, in coerenza con la normativa europea e con la legislazione statale. Sono 52 gli articoli contenuti nella nuova legge che si basano sul fondamentale riconoscimento, da parte della Regione, che una corretta gestione dei rifiuti concorre in modo rilevante a tutelare l’ambiente ed a garantire le giuste relazioni dei cittadini e delle generazioni future con le risorse naturali del territorio campano. Finalmente quindi, possiamo dire che la “gestione dei rifiuti” viene in modo corretto considerata azione fondamentale di crescita sociale e tutela del territorio, assumendo, anche in Campania, un significato diverso e di distacco dalle vecchie logiche che hanno governato per decenni il business delle emergenze.

Nel provvedimento sono indicati gli obiettivi minimi fissati da raggiungere entro il 2020:

a) la raccolta differenziata al 65 per cento;

b) per ciascuna frazione differenziata, il 70 per cento di materia effettivamente recuperata.

Per raggiungere gli obiettivi su indicati la Regione adotta varie misure tra cui quella di assicurare incentivi economici e misure premiali sulla tariffa per i Comuni virtuosi che fanno registrare i migliori risultati di riduzione dei rifiuti, con particolare riferimento alla minimizzazione della produzione procapite di rifiuto urbano, nonché i migliori risultati in termini di percentuale di raccolta differenziata e di materia riciclata e con i maggiori scostamenti positivi rispetto alle annualità precedenti;

L’art. 9 della legge in esame conferma il ruolo fondamentale esercitato dalla Regione nell’ambito della programmazione e gestione dei rifiuti così come previsto dall’art 196 del D.lgs 152/2006, tra i principali compiti ad essa attribuiti si legge che:

predispone, adotta ed aggiorna il PRGR, promuove interventi per ridurre i quantitativi di rifiuti, esercita il potere sostitutivo nei confronti dei Comuni in caso di inadempienza, può concede contributi e incentivi per la realizzazione e il completamento del sistema impiantistico e per la finalità di prevenzione e riduzione della produzione nonché di recupero di materia prima e riutilizzo di rifiuti;

predispone linee guida per la gestione dei rifiuti solidi urbani e la determinazione della tariffa puntuale su scala comunale, predispone linee guida e schemi tipo per l’elaborazione dei Piani di Ambito e individua i parametri in base ai quali l’Eda valuta le performance dei Comuni rispetto alla riduzione, al riutilizzo, alle percentuali di raccolta differenziata e alla qualità del materiale raccolto, ai fini della modulazione della tariffa del servizio per ciascun Comune;

L’organizzazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani viene affidata ai Comuni che devono esercitarla, rigorosamente, in forma associata, essi concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che stabiliscono in particolare:

a) le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria nelle diverse fasi della gestione dei rifiuti urbani;

b) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi e l’utilizzo, in particolare, della frazione organica affinchè sia destinata al recupero per la eventuale produzione di compost di elevata qualità o per la produzione di biogas/biometano;

c) le norme volte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione di cui all’articolo 184, comma 2, lettera f) del decreto legislativo 152/2006;

d) le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare.

Per l’esercizio associato delle funzioni relative al servizio di gestione integrata dei rifiuti da parte dei Comuni, sono previsti gli Ambiti territoriali ottimali (ATO): tre Ato per la Città Metropolitana di Napoli e un ATO per ciascuna delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno. Ciascun ATO può essere articolato in aree omogenee denominate Sub Ambiti Distrettuali (SAD). I Comuni dovranno aderire all’Ente dell’Ambito Territoriale in cui ricade il rispettivo territorio per l’esercizio in forma associata delle funzioni in materia di gestione del ciclo dei rifiuti. Il Piano d’ambito territoriale costituisce lo strumento per il governo delle attività di gestione per lo svolgimento del servizio di gestione integrata dei rifiuti, in attuazione del Piano Regionale di gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani (che, insieme con il piano per i rifiuti speciali e quello per la bonifica delle aree inquinate, costituisce il quadro regionale della pianificazione regionale).

per scaricare la legge:

http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/publicContent/home/index.iface#1. PARTE PRIMA – ATTI DELLA REGIONE

Dott. Giuseppe aiello, C.te Polizia Municipale Lioni AV


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