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  • IL diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
    Il proverbio, da oggi in poi, sarà scolpito bene nella mente di un 38enne di Montesarchio che pensava di poter fare il furbo, invece, ha rimediato una denuncia per truffa aggravata.

I FATTI

Il 9 maggio scorso, gli agenti della polizia locale del comando di San Martino Valle Caudina, diretto dal capitano Serafino Mauriello, nel corso dei normali controlli fermano una Grande Punto, alla cui guida si trova il 38enne di Montesarchio.
Durante gli accertamenti di ruotine, si rendono conto che l’auto è priva di assicurazione e scatta il sequestro del veicolo.
Per riavere la vettura, in casi del genere, è necessario mettersi in regola con l’assicurazione e pagare la sanzione amministrativa di 607 euro e 60 centesimi.

RICEVUTA FALSA

Dopo qualche giorno, il 38enne si presenta presso il comando di polizia municipale per dissequestrare l’auto, esibendo i versamenti sia della polizza assicurativa, sia della sanzione amministrativa.
Sembra tutto in regola, quindi, l’uomo può tornare ad usare la Grande Punto. Passa ancora qualche giorno ed al comune di San Martino arriva l’estratto conto di Poste Italiane ed il capitano Mauriello si rende conto che il 38enne ha versato solo 107 euro e 60 centesimi, esibendo poi al comando un bollettino contraffatto. Immediata scatta la denuncia per truffa aggravata.
Ma non è finita qui, oltre alla deferimento in stato di libertà, il 38enne si è visto arrivare a casa gli agenti del comando di polizia municipale di Montesarchio, i quali gli hanno sequestrato di nuovo l’auto.
Risultato, ora dovrà provvedere a pagare di nuovo la sanzione e dovrà affrontare un processo, difendendosi dal reato di truffa aggravata.

 

 


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