Condividi

image_pdfimage_print
  • ( Fonte La repubblica articolo di GIUSEPPE BALDESSARRO)

MODENA lunedì 20 maggio Due morti, un’ottantenne e la sua badante di 74 anni, e venti feriti, tra cui il marito della vittima e altre tre persone rimaste intossicate in maniera grave. E’ il bilancio drammatico di un incendio che si è sviluppato la notte di lunedì 20 maggio nella sede della polizia locale di Mirandola, nel Modenese. Gli uffici avvolti dalle fiamme si trovano al piano terra di un edificio, ora dichiarato inagibile, in cui abitavano 21 persone.

L’incendio è di origine dolosa. E un giovane è stato arrestato a cento metri di distanza dalla palazzina dai carabinieri di Carpi. Il ragazzo, maggiorenne nordafricano, è stato trovato con un accendino e un berretto della polizia municipale che avrebbe rubato nella sede dei vigili urbani. I carabinieri che indagano propendono per il gesto di uno squilibrato. Il giovane, scappato da più case famiglia a Roma, era arrivato da alcuni giorni nel Modenese. La sera prima era stato trovato in stato di ipotermia alla stazione di San Felice sul Panaro e dunque soccorso dal 118 e ricoverato all’ospedale di Mirandola. Ma non aveva resistito molto: si è strappato la flebo dal braccio ed è fuggito. Lo hanno trovato che girava nei pressi della sede della Polizia locale dopo l’incendio in stato di malessere. Avendo usato più nomi ogni volta che era stato fermato anche in passato è difficile risalire alla sua identità. Le indagini e gli accertamenti sono in corso. Nel pomeriggio di martedì sono stati tutti dimessi gli altri pazienti coinvolti nell’incendio assistiti al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria Bianca,  a Mirandola.

Alcune persone, non avendo più a disposizione la propria abitazione, dopo essere state dimesse dal Ps sono state accolte presso la Direzione sanitaria dell’Ospedale, fino alla metà di questo pomeriggio. A loro è stato offerto un primo ristoro e uno spazio dove poter restare in attesa della soluzione alternativa già trovata in collaborazione con i servizi socio-assistenziali del Comune di Mirandola.

Sulla tragedia si è scatenata la bagarre politica. Non si fa attendere la reazione del ministro dell’Interno Matteo Salvini che in un post su Facebook commenta: “Una preghiera e un abbraccio alle famiglie delle vittime. Altro che aprire i porti! Azzerare l’immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti!”. “In Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare – aggiunge poi da Ostuni -. La cronaca di stanotte dice che un immigrato marocchino ha dato fuoco a un ufficio della polizia locale in provincia di Modena e ha ucciso due persone, una di settanta e una di novant’anni. Questo immigrato tornerà a casa sua a calci nel sedere, sul primo aereo. Un altro ha staccato a morsi un dito a un poliziotto. Anche questa risorsa importante tornerà a casa sul primo aereo utile. E via. A meno che non ci sia qua qualcuno che vuole ospitare a casa sua il nigeriano che stacca le dita a morsi. Ognuno è libero di accogliere chi vuole, basta che paghiate voi”.

Una dichiarazione che accende le tensioni politiche tra gli alleati al governo. “Ci sorprende ascoltare dal Viminale esortazioni da campagna elettorale, quando dovrebbe essere proprio il Viminale a chiarire perchè quell’uomo con intenzioni omicide era libero di circolare in giro in Italia fin arrivare ad appiccare il fuoco a degli uffici della Polizia locale” dicono fonti M5s riportate dall’agenzia Dire. Che aggiungono: “Se fosse stato già rimpatriato oggi non ci troveremmo davanti a questo problema”.

“Scopriamo che la persona che avrebbe dato inizio al rogo aveva ricevuto un decreto di espulsione. Il compito di espellerlo era del ministro dell’Interno, che non l’ha fatto. Salvini faccia meno comizi e meno viaggi a spese dello stato e pensi a fare il suo lavoro”. Così su Twitter il segretario del Pd, Nicola Zingaretti,


Condividi