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di Lucia La Riccia

L’art 194 del Tuel individua tra i debiti fuori bilancio quelli derivanti da “sentenze esecutive”; espressione con cui, secondo la giurisprudenza, sono da intendere “tutti i provvedimenti giudiziari idonei a costituire un titolo esecutivo e ad instaurare un processo di esecuzione (…)” (Corte dei conti, Sez. Controllo Liguria, Delib. 73/2018/PAR).

L’art. 474, comma 1, c.p.c. dispone che l’esecuzione forzata può avere luogo in virtù di un titolo esecutivo per un diritto certo, liquido ed esigibile. Sono titoli esecutivi, oltre alle sentenze, “i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce efficacia esecutiva” (art. 474, comma 1, n. 1 c.p.c.).

La Corte dei Conti per la Liguria con Deliberazione n. 77/2019/PAR si è pronunciata in merito affermando che il decreto di liquidazione, per le prestazioni di un CTU, va considerato nella nozione sostanziale di “sentenza esecutiva” agli effetti degli artt. 194 e dell’art. 193 comma 2, lett. a) D. Lgs. 267/2000, e dunque va riconosciuto come debito fuori bilancio, unitamente alle spese generali del 15 %, che, anche se non menzionate in sentenza, sono oggetto di rimborso.

Infatti, l’art. 13, comma 10, L. 247/2012 stabilisce che oltre al compenso per la prestazione professionale, all’avvocato è dovuta, in sede di liquidazione giudiziale, una somma per il rimborso delle spese forfettarie, fissata dalla legge “di regola” nel 15 % del compenso totale (art. 2, comma 2, D.M. 10 marzo 2014 n. 55). Secondo il recente orientamento della giurisprudenza, il provvedimento giudiziale che non menzioni la percentuale del rimborso o non dica nulla circa la sua spettanza, va interpretato nel senso che abbia recepito implicitamente la suddetta “regola” e pertanto abbia riconosciuto il rimborso nella misura del 15 % (Cass. civ., sez. II, ord. 9/4/2019 n. 9385; Cass. civ 30/5/2018 n. 13639).

Ne deriva che deve integrarsi nel calcolo effettuato in sentenza anche l’importo non menzionato della spesa generale (15%) che l’avvocato intende inserire in fattura.

Pertanto, a fronte della richiesta di parere di un Comune, che poneva il quesito “se il decreto di liquidazione per la prestazione di un consulente tecnico d’ufficio (di seguito: CTU) sia assimilabile a “sentenza esecutiva”, per il suo riconoscimento come debito fuori bilancio”, e se, ai fini dell’art. 193, comma 2, D. Lgs. 267/2000, “debba integrarsi nel calcolo effettuato in sentenza anche l’importo non menzionato delle spese generali (15 %) che l’avvocato intende inserire in fattura”, la Sezione Reg. di Controllo per la Liguria (77/2019/par) esprime parere positivo.


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